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Cultura B-boying PDF Stampa E-mail
Scritto da Battle of the Year   
Cultura B-boying. Il breaking in Italia giunse nei primi anni '80, con l'arrivo di alcune pellicole ormai storiche quali Wild Style e Beat Street. Quest'ultimo racconta la storia di una grande sfida avvenuta al Roxy (locale storico di New York campo di battaglia di numerose sfide) tra Rock Steady Crew e New York City Breakers. Luoghi storici del breaking italiano sono il Teatro Regio di Torino, il Burghy a Milano e la "Longines" in Piazza Piccapietra a Genova, dove per molti anni vi fu un campo fertile notevole per i breaker italiani. Per quello che si ricordi il primo breaker italiano fu Dj Twice ma il più importante è senz'altro The NextOne (Maurizio Cannavò, 1969) considerato un maestro a livello mondiale e ideatore del Power footwork. Fra i primi della scena italiana ricordiamo inoltre: Emilio e Marcella di Genova membri del Battle Squad (dalla Germania assieme ai fondatori del gruppo Storm e Swift), Shawn, Tony, Michele di Milano, Massimo Colonna a.k.a. Crash Kid di Roma (R.I.P), Scacio di Mantova, Led di Bologna, Kid Head (Davide) di La Spezia, DC Ace (Carlo) di Pesaro.
 

Estetica e Musica B-boying

Poiché l'usurata citazione "break the beat" perdura, la musica continua ad essere ingrediente principale della breakdance. Le canzoni originali che hanno diffuso questa forma di ballo prendono a prestito significativamente dai generi progressivi di jazz, soul, funk, disco ed R&B. La caratteristica più comune della musica per breakdance consiste nei cosiddetti breaks, o compilation formate da campionamenti presi da differenti brani, collegati e concatenati dal DJ, dove il tempo varia generalmente tra 120 135 bpm. Kool Herc è accreditato come l'inventore di questo concetto, più tardi definito breakbeat. La selezione musicale non è limitata all'hip hop, così come altre variabili non sono rigidamente definite. Può essere adattata prontamente in base a gusti diversi (spesso con l'aiuto del remix) su qualunque tipo di musica. Le competizioni mondiali hanno visto fortemente progredire il genere elettronico pesante europeo, e perfino l'inatteso utilizzo dell'opera. Molte teorie esistono sulle origini possibili del termine break, nessuno trova un diffuso consenso. L'autore e musicista David Toop ha presentato la sua versione, in cui il nome deriva letteralmente dai break (pause) nei brani musicali, quando i ballerini si esibivano rapidamente, improvvisando passi di danza. I break diventarono parte consistente delle esibizioni dei DJ dopo l'avvento della tecnica del cutting ovvero l'isolamento e la ripetizione di parti di disco senza supporto vocale.
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« The word break or breaking is a music and dance term (as well as a proverb) that goes back a long way. Some [songs], like "Buck Dancer's Lament" from the early 20th century, featured a two-bar silence every eight bars for the break - a quick showcase of improvised dance steps." »
(David Toop)

Nel documentario The Freshest Kids, tuttavia, uno dei pionieri dell'hip hop come DJ Kool Herc propose una diversa ipotesi sull'origine, suggerendo il rapporto tra il termine in slang break ed i complimenti alle qualità esplosive dei breaker. Inoltre lui e i suoi B-boys erano definiti "the boy who BROKE" (il ragazzo che era uscito di testa) poiché, comprando i dischi in doppia copia, passava da un disco all'altro ripetendo la stessa parte musicale, creando i primi Breakbeat.

Ci sono inoltre altri termini che caratterizzano questo stile di ballo, in particolare b-boying o b-girling, utilizzati per la prima volta da Kool Herc che durante le performance ai dischi soleva gridare "b-boys go down!" per invitare i ballerini ad esibirsi. Alcuni suggeriscono che la "'B'" non corrisponda ad una specifica parola, ma ad una serie di parole intercambiabili, come "Boogie", "Bronx," o "Break", o ancora "Breakbeats"

Anche per ciò che riguarda i termini sopra detti, non vi è certezza sull'etimologia ed il dibattito è ancora aperto. Il termine break fu successivamente adattato dai media all'inizio degli anni '80 e largamente accettato dal pubblico.

Cosa ha influenzato il B-boying?

I primi b-boys ebbero diversi punti d'ispirazione per iniziare a plasmare questa forma di danza inedita. Poiché la prevalenza di b-boys era afro-americana, molti degli ispiratori hanno un background africano. Riportiamo qui di seguito un elenco di personaggi e pratiche che sono riconosciute (per ammissione degli stessi b-boy dell'epoca) come le fonti d'ispirazione "chiave" per la nascita del Breaking:
  • James Brown
  • Sammy Davis Jr
  • Michael Jackson
  • Nicholas Brothers
  • Fancy Dance
  • Capoeira
  • Salsa
  • Kung Fu movie (anni 1970)
  • Ginnastica artistica

Modalità espressive del B-boying

Il termine Toprock si riferisce a qualsiasi gruppo di passi eseguiti in piedi, e necessita di una miscela di coordinazione, flessibilità, stile, e soprattutto ritmo. Generalmente viene utilizzato per primo nella prova del breaker, consistendo in una sorta di apertura della performance ed una dimostrazione del proprio stile, oltre che un tipico riscaldamento per una successiva transizione a manovre con più forte componente acrobatica. ATTENZIONE: l'Uprock NON è un tipo di toprock orientato alla competizione, bensì una forma di danza a se stante dal breaking, sviluppatasi a Brooklyn negli anni settanta.

Il termine Downrock, più acrobatico e più vicino alla ginnastica, comprende tutti i movimenti eseguiti con mani, braccia ed altre parti del tronco, e che presentano contatto con il terreno. Più in generale, il cosiddetto footwork del breaker si riferisce alla sua capacità di controllo ed alla velocità di movimento dei suoi piedi.

Il Freeze, come indica il nome che ricorda il "congelamento", si focalizza sulle pose, i movimenti di tal genere che necessitano più abilità richiedono la sospensione del corpo dal pavimento utilizzando parti specifiche del corpo (ad esempio una mano). Considerando che il termine detto si riferisce ad una posa, il locking e comunemente associato al popping ed al locking, due elementi dello stile funk evolutisi indipendenti in California nei tardi anni 1960, la breakdance è distinta dal popping e dal locking in queste moves richiedono un più sviluppato senso di atleticismo in contrasto con la contorsione delle membra tipico del popping & locking. I ballerini che desiderano allargare la loro gamma espressiva, tuttavia, possono spaziare in tutti i tipi di danza hip hop. Richiede la transizione rapida fra ciascuno dei freezes multipli. Le moves "autodistruttive" si riferiscono a figure come il Suicide che prevede l'atterraggio sicuro in posizioni solo apparentemente dolorose.

Il termine Battle (battaglia) si riferisce invece a qualsiasi livello di competizione dove i breaker, in uno spazio aperto, partecipano a gare a turni basate su coreografie improvvisate o precedentemente progettate. I partecipanti variano nel numero, si va da sfide head-to-head (uno contro uno) alle battaglie in cui si vedono opposte due crew (squadre) composte di un numero variabile di elementi. I vincitori sono coloro che esibiscono le combinazioni più spettacolari e meglio eseguite. Infine il termine Cypher, che fa da contraltare a Battle, è una sorta di incontro dove il lato competitivo è meno enfatizzato.

Il normale percorso di una esibizione di breakdance prevede la transizione dal toprocking, al downrocking, tipicamente con alcune varianti del six step (o 6-step) fino al culmine raggiunto da passi di freezing e suicide.

Vestiario del B-boy

Per molti breaker, l'aspetto è un modo per definire la propria identità. Quelli degli anni '80 per la maggioranza indossavano scarpe basse Adidas, Puma, o Fila con lacci elaborati e colorati. Alcuni breaker abbinavano i loro cappelli, le camicie e le scarpe per uniformità all'interno della crew, creando così una sorta di effetto "forza dei numeri". I B-boy inoltre portavano tute di nylon che erano funzionali come pure alla moda. La superficie liscia ed a basso attrito permetteva al breaker di scorrere molto più prontamente sul pavimento rispetto a tessuti come il cotone. I rivestimenti di nylon dei cappucci hanno permesso ai ballerini di effettuare head spins (rotazioni sulla testa) e windmill con relativa facilità. In aggiunta, l'immagine popolare dell'originale breakdancer lo vede sempre coinvolto in performance per strada, accompagnate dall'immancabile boombox (grosso stereo con funzioni radio/musicassetta, detto anche Ghettoblaster).

I b-boy oggi vestono in maniera differente, conservando la costante del vestiario "fresh" (comodo). Assieme alla diffusione del b-boying come forma d'arte dalle città verso le cinture suburbane e verso differenti gruppi sociali, si sono quindi sviluppati diversi sensi per intendere il termine "fresh".

Cultura B-boying

Breakdance: ballo o danza?

Il Breaking si pone a metà strada fra Danza e Ballo. È un ballo, poiché utilizzato come pratica sociale ed è una danza poiché implica studio e allenamento. Secondo Hugues Bazin (La cultura Hip Hop, 1999), l'ambiente sub-urbano vissuto dai primi b-boys ha permesso alla Breakdance di ispirarsi alla vita reale per portare avanti la propria ricerca artistica. Poiché nel Breaking vengono reinterpretate pratiche socio-culturali africane, l'elemento rituale è molto forte e ne denota i significati sia estetici sia culturali. La performance di Breakdance, pur sfruttando i luoghi caratteristici dei balli popolari (strade, discoteche, feste private) dimostrano di essere il frutto di una ricerca espressiva.

B-boying e cultura popolare

Sin dal suo inizio, il breaking ha fornito una cultura giovanile alternativa e costruttiva, rispetto alla violenta realtà delle gang urbane. Oggi, la cultura della breakdance è una disciplina notevole che riunisce le abilità di ballerini ed atleti. Poiché l'accettazione e la crescita è centrata esclusivamente sulle capacità che si dimostrano, tale cultura è pressoché esente da distinzioni di razza, sesso ed età, ed è stata accettata e praticata universalmente.

Le Crew B-boyng Storiche

Uno dei primi gruppi (crew) a praticare il breaking fu la crew dei Mighty Zulu Kings, voluta da Afrika Bambaataa, che comprese subito le potenzialità del breaking, ed incitò la sua pratica fin dal 1973, anno della loro fondazione. I Mighty Zulu Kings sono tutt'ora fra le più competitive crew al mondo. Detengono il prestigioso titolo di vincitori nel celebre contest Freestyle Session 10th Anniversary (svoltosi il 28 agosto 2007 a Los Angeles, CA).

La Rock Steady Crew è una delle crew più famose al mondo, conta ormai moltissime "rappresentanze" in altri paesi, e contribuì tantissimo allo sviluppo del breaking introducendo nuove e spettacolari moves, tra cui si può citare il Crazy Legs, che deve il suo nome al suo inventore. Nel 2007 ricorre il suo trentesimo anniversario.

Principali riferimenti mediatici B-boying

  • 1982 - Buffalo Gals (videoclip di Malcolm McLaren): Il primo video di breakdance su MTV, che ha portato l'hip hop al grande pubblico, soprattutto in Europa
  • 1982 - Style Wars (documentario): abbraccia tutte le discipline dell' Hip hop ma contiene grandi testimonianzee sul B-boying (attualmente in vendita il DVD con contenuti extra non presenti nella versione originale).
  • 1982 - Wild Style (Film)
  • 1983 - Flashdance (film): contiene un'apparizione della Rock Steady Crew
  • 1984 - Beat Street (film): ambientato a New York, vede la perfomance dei New York City Breakers
  • 1984 - Breakin' (film): il primo film interamente dedicato al breaking
  • 1984 - Breakin' 2: Electric Boogaloo (film)
  • 1997 - It's Like That dei Run DMC (videoclip): probabilmente il videoclip dance responsabile del ritorno in auge della breakdance, nel video si scontrano due crew composte rispettivamente da soli ragazzi e sole ragazze.
  • 1998 - Bust A Groove (Serie di videogame): due giochi della 989 Studios
  • 1998 - Dance Dance Revolution (Serie di videogame usciti dal 1998 in avanti)
  • 2001 - Zoolander (film)
  • 2001 - Save the last dance (film)
  • 2002 - Days Go By di Dirty Vegas (videoclip)
  • 2004 - You Got Served (film): incentrato sulle danze Hip Hop nel mondo delle palestre
  • 2004 - South Park - You Got F'd in the A (serie televisiva): nell'episodio c'è una parodia di You Got Served.
  • 2006 - B-boy (Videogame)

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via: wikipedia.org

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