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Culture Esoteriche
Vangelo dell'infanzia di Tommaso o pseudo Tommaso
Vangelo dello pseudo-Tommaso. Il Vangelo dell'infanzia di Tommaso, chiamato anche Vangelo dello pseudo-Tommaso, è uno dei Vangeli apocrifi, scritto in greco e databile alla seconda metà del II secolo. Non va confuso col Vangelo di Tommaso (chiamato anche Quinto Vangelo o Vangelo di Didimo Thoma), opera anch'essa apocrifa, prodotta nel IV secolo in ambiente gnostico.
L'opera consiste in una raccolta di miracoli compiuti da Gesù tra i 5 e i 12 anni di vita, con l'implicito intento di fornire indicazioni sulla sua infanzia altrimenti taciute dai 4 vangeli canonici. Ne emerge il ritratto di un Gesù bambino capriccioso e vendicativo, particolarmente incline a fare un uso tutto personale e spesso 'egoista' dei propri poteri taumaturgici.
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Vangelo Armeno dell'infanzia
Il Vangelo Armeno dell'infanzia è un Vangelo apocrifo pervenutoci in lingua armena i cui manoscritti più antichi sono databili al XIX secolo. Costituisce in sostanza un corposo e prolisso ampliamento degli eventi dell'infanzia di Gesù narrati negli altri vangeli dell'infanzia, integrati da materiale leggendario di provenienza dalla tradizione armena. Mette in particolare in risalto l'aspetto umano di Gesù tradendone un'origine monofisita tipica del cristianesimo armeno.
A differenza della maggior parte dei testi apocrifi il Vangelo Armeno dell'infanzia non presenta alcuna attribuzione esplicita. Questo può essere ricondotto alla consapevolezza che ne aveva l'autore di un lavoro di revisione e ampliamento del materiale precedente, senza alcuna pretesa di autorevolezza.
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Vangelo Arabo dell'infanzia
Il Vangelo Arabo dell'infanzia è un Vangelo apocrifo pervenutoci in arabo e siriaco e databile in un periodo incerto che va dal VI al XIII secolo, con maggiore probabilità per l'VIII-IX secolo. Al pari degli altri vangeli dell'infanzia (v. Protovangelo di Giacomo e Vangelo dell'infanzia di Tommaso) e basandosi su essi contiene racconti relativi all'infanzia di Gesù.
Il "Vangelo dell'infanzia", così si presenta nell'incipit, si dichiara opera di Giuseppe detto Caiafa (versione greca del latinizzato Caifa), sommo sacerdote degli ebrei al tempo di Gesù (18-36), dunque databile al I secolo d.C.
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Lettera degli Apostoli testo copto etiopico
Lettera degli Apostoli testo copto etiopico. [1] (Testo etiopico). Ciò che Gesù Cristo ha rivelato ai suoi discepoli sotto forma di lettera e come Gesù Cristo ha rivelato questa lettera del collegio degli apostoli e discepoli di Gesù Cristo, scritta per tutti a motivo dei falsi apostoli Simone e Cerinto affinché nessuno si unisca a loro poiché in essi c'è un'astuzia che uccide gli uomini. Siate perseveranti e non dubbiosi, non lasciatevi scuotere né deviare dalla parola del vangelo che avete ascoltato. Come l'abbiamo ascoltata, come la ricordiamo e l'abbiamo scritta per tutto il mondo, così la affidiamo a voi in pace, nostri figli e figlie, in nome del Padre, padrone del mondo, e di Gesù Cristo. La grazia si moltiplichi su di voi!
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Vangelo di Pietro
Il Vangelo di Pietro. [1, 1] Nessuno però degli Ebrei si lavò le mani, né Erode né alcuno dei suoi giudici. Siccome essi non volevano lavarsi, Pilato si alzò. [2] Il re Erode, allora, ordinò di condurre via il Signore dicendo loro: "Fate quanto vi ho ordinato di fargli".
[2, 3] Si trovava là Giuseppe, l'amico di Pilato e del Signore. E allorché vide che lo avrebbero crocifisso, andò da Pilato e gli chiese il corpo del Signore per la sepoltura.
[4] Pilato (lo) mandò da Erode e ne chiese il corpo.
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Vangelo di Bartolomeo
Il Vangelo di Bartolomeo [1, 1] Dopo la risurrezione dai morti di nostro Signore Gesù, Bartolomeo andò dal Signore e l'interrogò dicendo: "Manifestami, Signore, i misteri dei cieli".
[2] Gesù rispose e gli disse: "Se (non) mi spoglio del corpo di carne, non potrò parlarti". [3] Bartolomeo dunque si accostò al Signore e disse: "Ho una parola per te, Signore".
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Vangelo dello pseudo Matteo
Il Vangelo dello pseudo-Matteo.  [1, 1] I genitori di Maria. In quei giorni c'era a Gerusalemme un uomo di nome Gioacchino, della tribù di Giuda. Pascolava le sue pecore e temeva il Signore con semplicità e bontà. All'infuori dei suoi greggi non aveva altra preoccupazione; da essi nutriva tutti i timorati di Dio, e offriva il doppio a coloro che lo servivano faticando nella dottrina. Degli agnelli, delle pecore, della lana e di tutte le altre cose che possedeva, egli faceva tre parti: una parte la dava agli orfani, alle vedove, ai pellegrini e ai poveri; la seconda parte la dava alle persone consacrate al culto di Dio; la terza parte la riservava per sé e per casa sua.
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Protovangelo di Giacomo
Il Protovangelo di Giacomo. Natività di Maria santa genitrice di Dio e gloriosissima madre di Gesù Cristo. 
[1, 1] Secondo le storie delle dodici tribù di Israele c'era un certo Gioacchino, uomo estremamente ricco. Le sue offerte le faceva doppie, dicendo: "Quanto per me è superfluo, sarà per tutto il popolo, e quanto è dovuto per la remissione dei miei peccati, sarà per il Signore, quale espiazione in mio favore". [2] Giunse il gran giorno del Signore e i figli di Israele offrivano le loro offerte. Davanti a lui si presentò Ruben, affermando: "Non tocca a te offrire per primo le tue offerte, poiché in Israele non hai avuto alcuna discendenza". [3] Gioacchino ne restò fortemente rattristato e andò ai registri delle dodici tribù del popolo, dicendo: "Voglio consultare i registri delle dodici tribù di Israele per vedere se sono io solo che non ho avuto posterità in Israele". Cercò, e trovò che, in Israele, tutti i giusti avevano avuto posterità. Si ricordò allora del patriarca Abramo al quale, nell'ultimo suo giorno, Dio aveva dato un figlio, Isacco.
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Vangelo della Verità

Il Vangelo della Verità è piuttosto una dissertazione su alcuni punti fondamentali della dottrina gnostica: l'emanazionismo, la caduta delle anime nelle tenebre della materia, il predominio dell'Errore e della dimenticanza di Dio, quindi l'ignoranza di se stessi come eoni aventi radice nella Luce di Dio, la necessità della conoscenza (gnosi) per ricuperare la salvezza con il ritorno in Dio, origine e fine di ogni cosa. Questa è la Verità, rivelata da Gesù Cristo, per la misericordia del Padre.

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Vangelo di Filippo
Il Vangelo di Filippo. Nello stesso volume della biblioteca gnostica di Nag Hammâdi che contiene il Vangelo di Tommaso, anzi proprio in continuazione ad esso, si trova il Vangelo di Filippo.
Il manoscritto, conosciuto già ai tempi di Epifanio (Eleuteropoli ca.310-403), ma scarsamente menzionato dai Padri della Chiesa, ha una datazione approssimativa che lo colloca intorno all'anno 330 d.C. ma l'originale in lingua greca risale senza dubbio fra la fine del I e gli inizi del II secolo (90 ÷ 120 d.C.). Si può con una certa sicurezza affermare che il manoscritto (i cui legami con la letteratura neotestamentaria canonica sono ancora piú effimeri che nel Vangelo di Tommaso), è da ascrivere ai valentiniani.
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Vangelo di Tommaso Apostolo

Il Vangelo di Tommaso Apostolo: Queste sono le parole segrete che Gesù il Vivente¹ ha detto e Didimo Giuda Tommaso² ha trascritto.

1) Cfr. Ap. I 18. Più avanti Tommaso spiegherà la ragione di tale appellativo: Gesù è contrapposto all'uomo terreno, il cui spirito è "sepolto" nella materia.
Nel papiro frammentario di Ossirinco 654, si legge: «Queste sono le parole pronunciate da Gesù il Vivente... e a Tommaso. Disse loro: "Chiunque ascolterà queste parole, la morte non gusterà". Il termine «segreto» è evidentemente da intendere non riferito alle singole parole o frasi, dato che in esse non c'è nulla di segreto, ma all'interpretazione esoterica che va data loro.
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