|
Il movimento Skinhead nasce in Italia da una costola del Punk, con circa quindici anni di ritardo sul culto inglese originario della fine degli anni Sessanta. Il look viene ricostruito a partire dalle copertine dei dischi. Fortunato chi possiede una Fred Perry, fortunatissimo chi riesce a mettere le mani su un paio di Doc Martens. Questa fase embrionale dura, almeno nei grossi centri, relativamente poco. A partire dal 1982, i kids sapranno più o meno come vestirsi e questo contribuirà a fornire allo stile appena nato la coscienza della propria diversità rispetto al Punk. Nel clima punk di politicizzazione e lotta i primi skins italiani s'inseriscono come possono.
Molti in aperta polemica con "l'intellettualismo" dei santoni del Punk nostrano reagiscono con entusiasmo quando, gruppi anche italiani prendono a seguire quel Punk stradaiolo e proletario che va sotto il nome di OI!: in breve una schiera di working class kids nostrani incominciano a parlare di "lavori senza futuro", di birra, di ragazza, di problemi assolutamente quotidiani (che nello specifico non differiscono molto a Londra, a Bologna o a Genova). Questa che all'inizio non è che una piccola fazione all'interno del Punk italiano, arriverà a coagulare verso la metà degli anni ottanta una scena abbastanza importante e vitale, assai connotata nei confronti del Punk anarchico con cui vivrà sempre un rapporto di amore-odio. La nascita dei primi gruppi OI! coincide con la formazione di alcuni piccoli nuclei Skinhead in tutte le più importanti città d'Italia.  Tra il 1981-82, in città come Savona, Bologna Genova, Roma Torino, Milano e successivamente in Toscana ed in Veneto si assiste ad un notevole sviluppo del movimento Skin. Le prime band OI! nostrane (Nabat e Rip Off da Bologna, Rough da Torino, Dioxina da Rimini) hanno un pubblico assai vario. Gli Skinhead pur costituendo lo zoccolo duro dei fans non sono di sicuro la maggioranza. Pochi tra gli Skin dell'epoca sono dediti al raggae e allo ska. Le fanzine riportano che lo stile è derivato dalla cultura mod. In luoghi come Bologna questo costituisce un problema per i primi Skin quasi tutti ex punk ancora coinvolti in quella scena. I mod e lo ska sono visti come fumo negli occhi. Ad esercitare un'influenza decisiva nella formazione del movimento OI! in Italia contribuiscono i Nabat e i Rough (i quali qualche hanno dopo, spiazzati dalla crescita della destra ripiegheranno sul raggae) e fanzine come "Working Class Kids" di Savona. Quest'ultima fu la prima pubblicazione indipendente italiana a parlare degli skin in una prospettiva legata al reggae delle origini e allo stile, anche se dava spazio alla nuova realtà OI! italiana ed inglese. Irrinunciabile per ogni Skinhead italiano era la playlist dei singoli raggae. La rivista era curata da Tiziano Ansaldi, fanatico collezionista Ska e Raggae, nonchè collaboratore della rivista Rockerilla (che sembro' per un momento dare voce all' OI! italiano) e manager per qualche tempo dei Nabat. La sua opera culturizzatrice è stata di estrema importanza nella reviviscenza anche in Italia dello Skinhead original. Purtroppo Tiziano recentemente scomparso. Queste pagine servono anche a ricordare quello che fu in un certo senso il padre degli skin italiani. Dopo questa prima esplosione, caratterizzata da due raduni OI nazionali (uno a Monza ed uno a Bologna) privi di incidenti e ben recensiti dalle fanzine e dalla stampa musicale indipendente, il numero degli Skinhead cresce considerevolmente. I rapporti con il punk ufficiale, già difficili, si vanno via via deteriorando. I gruppi OI sono accusati di avere un seguito violento e di avere testi stupidi e semplicistici, nonchè di ricercare il successo commerciale. I primi dischi autoprodotti, " Torino è la mia città "dei Rough e "Scenderemo nelle Strade" dei Nabat avevano venduto abbastanza bene ricevendo una discreta accoglienza anche sulla rivista Rockerilla. Va notato che all'epoca (1982-83) un disco autoprodotto vendeva bene quando superava le mille copie.  I gruppi OI! dell'epoca non riuscivano a vivere della propria musica e le situazioni di precarietà e disagio sociale che filtravano nei loro testi erano certamente vissute in prima persona. Il terzo raduno OI! di Certaldo (Firenze) del maggio 1983 segna l' ingresso della violenza e della destra nella scena OI! italiana. Rivalità cittadine tra skin romani e toscani causano una tensione palpabile sia fuori sia dentro il tendone adibito ai concerti. I giorni della spensierata unione tra skin e punk e della non politicizzazione ad oltranza sono finiti. I Rough si rifiutano di suonare di fronte ad una selva di braccia tese. I Rip Off si danno a lanciare saluti romani dal palco, mentre i Nabat giunto il loro turno suonano lo stesso in un clima di contestazione accesa. Quella sera sul palco giunge di tutti dalle lattine piene ai rasoi aperti. Credo che gli atteggiamenti destrosi, almeno i primi si debbano, questi si, alla forte propulsione imitativa e alla volontà di voler essere come gli skin inglesi. Come abbiamo già accennato nel biennio 82-83, che segna l'esplosione dell' OI! in Italia, i naziskin sono una minoranza, un nemico in larga misura immaginario. Di fronte all' ingresso della destra nella scena OI! italiana, i gruppi storici virano verso sinistra, e la loro politicizzazione diviene sempre più marcata. Il primo LP dei Nabat " Un Altro giorno di Gloria" di qualche anno posteriore, ad esempio reca dediche tra gli altri a Nelson Mandela e Benjamion Moloise, e uno dei loro ultimi concerti prima dello scioglimento viene tenuto nella cornice del Forte Prenestino area occupata da diversi anni dall' autonomia romana. Questo non significa che i Nabat si siano preoccupati di effettuare una sorta di pulizia ideologica nei confronti dei loro fans; i loro testi parlano di argomenti sociali, della vita di tutti i giorni piuttosto che di tematiche alla Redskin. Il gruppo non ritiene giusto controllare quello che c'è nella testa, spesso confusa di un kid di 17 anni; semplicemente di aiutarlo a fare chiarezza.  Mentre in città come Bologna, Genova, Savona o Pisa la scena si mantiene in linea con I presupposti originari, in altri luoghi la crescita della destra e evidente (Milano e Veneto). La rivalità tra i vari gruppi Skin viene inoltre accentuata da motivi di campanilismo calcistico. Negli anni tra il 1985-90 è, il calcio, con tutta probabilità al centro degli interessi degli Skin italiani. L' avventura OI! e finita o sta finendo, ed il calcio da modo a crew spiazzate e confuse di rinsaldare i vincoli, di vivere un'avventura che gli proietti fuori dalla noia e della mortificazione quotidiana delle città e che li sollevi a una dimensione quasi epica. Nella seconda metà degli anni 80, le prospettive della scena OI! sono quindi particolarmente fosche. Mentre la destra si organizza la sinistra OI! viene progressivamente messa a tacere con lo scioglimento dei Nabat e la perdita di importanza della scena Skin di Bologna. In tutto questo, la stampa gioca un ruolo determinante, stigmatizzando non solo gli skinhead di destra ma tutto il movimento in generale. In seguito, poi, al precoce declino del movimento, la maggior parte degli skinhead non razzisti, compie una decisa scelta in senso stilistico, rivalutando le radici nere della cultura skinhead e riscoprendo il raggae ed il soul. Per questi skin il baricentro della scena è ormai contiguo alla scena mod italiana che, dopo un primo momento di tensione, accetterà per molti anni a seguire, fino praticamente agli inizi degli anni novanta, le teste rasate di questo tipo come membri della scena. Agli inizi degli anni 90 , mentre la stampa ed il sistema di informazione si concentrano sulla figura del Naziskin, si assiste all'espansione della SHARP ed al ritorno di gruppi storici come i Nabat, i Business ed i Lurkers.  Il circuito dei centri sociali aiuta, in Italia, gli skin a dare una visione di sè più consona alla realtà, il livello 57 di Bologna organizza il concerto dei Business, al Leoncavallo di Milano suonano i Cock Sparrer, mentre veterani della scena OI! italiana come i Klasse Kriminale iniziano a esibirsi sempre più frequentemente in centri sociali autogestiti. Gruppi di punta dell' OI! Italiano tornano ad esibirsi: il 1995 vede i Nabat esibirsi di nuovo dal vivo prima al Leoncavallo e poi al Livello 57 insieme ai bolognesi Ghetto 84 e agli onnipresenti Klasse Kriminale. Per quanto riguarda i gruppi orientati verso l' estrema sinistra, la banda Bassotti, anima dellla scena Redskin romana, di ritorno da un tour in El Salvador in compagnia dei baschi Negu Gorriak, da alle stampe nel giugno 1995 Avanzo de cantiere, vera e propria pietra miliare del punk politicizzato contemporaneo. La scena romana conta un gran numero di kids di ogni estrazione stilistica, ma la componente skinhead sembra prevalere. La Banda Bassotti si e' pero sciolta verso la meta' del 1996. Ormai disciolti sono anche gli ERODE OI/Punk band di Como che ha pubblicato nel 1994 il bellissimo singolo "Orgoglio Proletario" seguito piu' tardi dall' EP "Stalingrado" e dal CD "Tempo che non ritorna" , che a mio parere e' uno dei piu' bei dischi OI ! mai pubblicati in Italia. Tuttora in attivita' sono i LOS FASTIDIOS di Verona autori di alcuni singoli e di un ottimo split album con i parmensi F.F.D. che hanno pubblicato di recente il loro primo album "Ridere di rabbia". Da Rimini invece provengo i REAZIONE con alcuni menbri dei Klasse Kriminale. La band Riminese a pubblicato per la Passatore Records un CD che vede come ospite Rudy gia' cantante dei mitici DIOXINA. Il movimento Skinhead in Italia |