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La Dea Sumera Lilith prima moglie di Adamo PDF Stampa E-mail
Scritto da Ley Lines   
La Dea Sumera Lilith prima moglie di Adamo. Secondo le varie mitologie, tutte risalenti a poche migliaia di anni fa (cioè in epoca già patriarcale), Lilith è un demone, moglie di demoni e madre di demoni (i Lilim). Perciò è stata spesso associata alle streghe, in senso negativo. Ma è la mitologia ebraica che ci consente di far luce sulla visione che abbiamo di lei. Per gli antichi ebrei Lilith era la prima moglie di Adamo (quindi precedente ad Eva), che fu ripudiata e cacciata via perché si rifiutò di obbedire al marito. Sta qui la chiave del mistero: Lilith è l’archetipo della donna libera, non sottomessa all’uomo e al suo egoismo, non condizionata dalle sue imposizioni e dai suoi ricatti.

Naturalmente l'uomo - nelle cui mani stava allora e sta tuttora il potere - di fronte a tale ribellione non poteva fare altro che screditarla e, appunto, demonizzarla. D'altronde anche oggi le donne di questo tipo vengono demonizzate, almeno in senso metaforico. Le donne libere di tutti i tempi, da un certo punto in poi, subirono questa stessa sorte e vennero trasformate in megere  vecchie e brutte, in Meduse, Ecati e in temibili "Lune Nere". 


Il mito di Lilith risale ai tempi in cui la Terra vide il passaggio, avvenuto circa 6000-8000 anni fa, da una società di tipo matrifocale (cioè incentrata sul focus della madre) ad una società patriarcale (cioè basata sul dominio maschile); ossia quando la donna perse il suo ruolo e il suo valore.

In questo nuovo ordinamento non c'era più posto neanche per le divinità femminili, e tanto meno per la Dea vera e propria, che venne rinnegata, demonizzata e infine dimenticata. Tant'è vero che il cristianesimo ha un Padre e un Figlio generato - ai primordi - senza alcuna Madre!

 Anche Lilith è associata alla Luna Nera. Questo perché prima di tutto rappresenta la parte rimossa (e quindi buia e nascosta) di ogni donna: quella parte intuitiva, istintiva e selvaggia, seducente e colma di energia, imprevedibile e ingovernabile dall'uomo, ma non per questo cattiva, tutt’altro. Ma all'uomo una simile creatura fa paura e, invece di integrarla in sé e nella propria cultura, stupidamente la combatte e la respinge nell'«inferno». I risultati sono sotto i nostri occhi. 

La Luna Nera simboleggia anche la parte in ombra dell'essere umano in generale, ciò che si è necessariamente insinuato in lui quando è venuto a contatto con la materia. Necessariamente perché, senza questa zona oscura, non ci sarebbe essere umano! Esisterebbero solo puri spiriti senza possibilità di esperienza.

La Luna Nera è dunque ciò che rende possibile l'esperienza e la crescita, rappresentate a volte come una “discesa agli Inferi”. È ciò che va riconosciuto, accettato, ascoltato, integrato e quindi redento. Possiamo in parte paragonarla alla pietra grezza degli alchimisti, quella strana materia che va trasformata in oro puro: la pietra in sé vale ben poco, ma senza di essa l'oro non potrebbe essere ottenuto.

Nella sua concezione originaria, dunque, Lilith era un aspetto della Dea. In quanto protettrice delle partorienti e dei neonati, rappresentava l’essenza divina della maternità, e perciò della vita e dell’inizio di ogni vita. In questo senso tutte le donne sono Lilith: perché la donna è vita, è fertilità, è passione, è trasgressione, è la bellezza di ciò che è stato creato.

Alcune moderne correnti di stregoneria, come la Wicca, conoscono tutto ciò e si rifanno per questo al nome di Lilith. Si tratta di cerchie in cui si ricerca il contatto con le energie terrestri e cosmiche, e nelle quali vige la cosiddetta Legge del Tre: tutto ciò che fai - di bene o di male - ti ritornerà indietro moltiplicato per tre. Coloro che abbracciano la Wicca cercano di vivere in un sentimento di unità e armonia con la Terra e con ogni essere vivente (altro che sacrifici di animali!...) e, soprattutto, di non ledere mai la libertà altrui. Stregoneria, in questo senso, è soprattutto il lavoro per trasformare se stessi.

http://www.noi-e-la-luna.it/luna2/images/library/imgeg5.jpg

I benpensanti, però - Chiese in testa - mettono in guardia la gente da un simile paganesimo, riesumando e insinuando sospetti di ogni genere e terribili paure.

Ma vi sono congreghe che si fermano all'aspetto demoniaco di Lilith, per cui l'uso che fanno del suo nome, così come le motivazioni alla base del loro agire, sono davvero indegne e oscure, nel senso peggiore del termine.

Oggi, faticosamente, si procede alla riscoperta del volto femminile di Dio. Da una parte se ne occupa il cosiddetto "nuovo paganesimo"; dall'altra è l'antroposofia a muoversi in questa direzione.

 Ma nonostante i cambiamenti avvenuti negli ultimi decenni, tuttora viviamo in una società assolutamente maschile, dominata da tre grandi religioni patriarcali, dalle quali i miti antichi sono stati filtrati e trasformati.

Così i capelli di Medusa ora suscitano orrore, mentre un tempo simboleggiavano semplicemente la saggezza femminile. Il serpente, infatti, rappresenta quasi sempre la saggezza e la conoscenza. Non è un caso che fosse uno degli emblemi di Atlantide.

Per poter interpretare correttamente un mito, perciò, è necessario liberarlo da tutti gli strati sovrapposti dalle culture e religioni successive.

Permane qualche ricordo ormai incomprensibile  di ciò che veramente è Lilith: ad esempio nella radice del nome del giglio, che in latino è lilium. Le assonanze e le radici sono fondamentali nella cosiddetta "Lingua Verde". Non è strano che proprio il lilium simboleggi la purezza e che sia spesso associato alla Madonna, insieme alla rosa?

Il lilium è collegato sia a Lilith che alla Madonna perché entrambe rappresentano, seppur in modo diverso, la donna innocente. Il vero significato del lilium, e in particolare del giglio bianco, è infatti innocenza (oltre che regalità). Ma l'innocenza non ha niente a che vedere col fatto che nel terzo secolo san Girolamo, con calcolo, decise che Gesù era stato l'unico figlio di Maria.

Può sembrare strano, ma c’è un legame tra Lilith e la famigerata Lady MacBeth di Shakespeare.

Nonostante l'enorme differenza d'età, esse sono sorelle: perché abitano entrambe in quasi tutte le donne, di solito nelle profondità del loro inconscio, a volte più in superficie. Lady MacBeth è ciò che si può diventare a seguito dell'omicidio della propria Lilith. Perché l'ambizione sfrenata è solo il frutto della più grande insoddisfazione, e non ha altra radice.

D'altronde l'omicidio è invenzione di Caino, e la prevaricazione è invenzione di Adamo. Eva offriva solo le mele: dall'albero della conoscenza.

di Maria Antonietta Pirrigheddu
www.lunadivetro.it

Si diceva che la dea sumera Lilith, con ali e zampe di gufo, di notte rapisse i bambini dalle loro culle. Ma in origine Lilith era la protettrice delle donne durante il parto e dei neonati. Solo dopo la transizione patriarcale fu demonizzata e trasformata in una perfida rapitrice di bambini.

(Vicky Noble, Il risveglio della Dea)

http://www.angelsofmars.it/sumeri/images/b/img2.jpg

Il nome Lilith è una derivazione dell’accadica delle tempeste Lilitu, che a sua volta deriva dalla sumera Lill, la "donna tempesta" e non dalla parola ebraica laylah (= notte), successivamente diviene un demone femminile, che nella mitologia ebraica rappresenta tutti gli aspetti negativi della femminilità: adulterio, stregoneria e lussuria, Lilith.

Nella civiltà sumera, era rappresentata con due civette al fianco, nuda, con i piedi di lucertola posati su due leoni sdraiati, una corona lunare sul capo e due lunghe ali che, partendo dalle spalle, si andavano a riunire sul dorso. Nelle mani, levate davanti a sé, sorreggeva un simbolo: quello di Ishtar-Innanna-Afrodite-Venere.

Il mito Sumerico più antico, racconta la storia di come Adapa arrivi per rompere le ali del Vento del Sud, associato alle tempeste di sabbia estive che sempre hanno afflitto l'Iraq, dopo aver fatto voto di inimicizia all'umanità. Questo vento era associato a Ninlil ("Signora del Vento", da Nin = Signora, Lil = Vento) la moglie di Enlil (En = Signore, Lil = Vento), Re degli Dei. Un separato e frammentario mito, descrive come Enlil rapì Ninlil e come punizione fu mandato nel mondo sotterraneo, dominio di Ereshkigal (Eresh = Sotto, Ki = Terra, Gal = Grande). Ninlil, soffrendo il trauma del suo rapimento, dopo aver vagato nel mondo, lo ha seguito nel mondo sotterraneo, facendo voto di vendetta per il genere maschile. Nel trasferimento dal mito Sumero a quello Babilonese Accadiano, è suggerito che Ninlil diventi Lilitu (itu diventa un Accadiano denominatore femminile), con i suoi due aiutanti selvaggi Ardat Lili e Idlu Lili.

Secondo la tradizione cabalistica, Lilith fu la prima sposa di Adamo e fu da questo scacciata perché pretendeva di essere pari al maschio. Quando si trattò di consumare il primo rapporto sessuale, ovviamente fu un’esplosione di sensazioni estatiche per entrambi, ma quando Lilith cominciò a dimostrarsi insofferente per la posizione che Dio le aveva imposto (la donna sotto e l’uomo sopra) l’idillio fra i due finì, Adamo voleva imporre la sua superiorità, in quanto uomo, nei confronti della donna che doveva stendersi sotto di lui e Lilith fuggì nel Mar Rosso.

Dio, vedendo di nuovo l’uomo solo, tentò di richiamarla, ma lei espresse di nuovo il suo rifiuto. Il secondo tentativo di Dio per dissuaderla fu quello di mandare tre angeli che la trovarono fra le acque, circondata da altri demoni (secondo la tradizione ebraica nell’acqua si annidano le creature del male) e cosciente di essere una di loro, essi la minacciarono di morte se non fosse tornata dal suo sposo ma Lilith, astutamente, li dissuase, rivendicando l’incarico affidatole da Dio stesso della custodia dei bambini maschi, fino all’ottavo giorno di vita e delle femmine, fino ai vent’anni d’età.

Gli Angeli tornano sconfitti in paradiso e Dio si vendica con Lilith, uccidendole le centinaia di demoni (Lilim) che generava accoppiandosi con le creature del Mar Rosso. A tale affronto lei risponde aggirandosi nottetempo nelle contrade, orientandosi presso i crocicchi, per cercare e strangolare i neonati (a meno che non siano protetti da talismani recanti i nomi degli angeli che le erano apparsi) e per sorprendere gli uomini durante il sonno, sfinendoli fino alla morte con abominevoli amplessi.

Ad Adamo fu data una nuova donna, Eva, della quale Lilith era gelosissima e cui uccise buona parte della prole, alcune versioni vogliono che fosse lei il serpente che la indusse a disobbedire all’uomo, cogliendo il frutto proibito.

Il Libro degli splendori, riferisce che Lilith è una creatura coperta di sangue e di saliva rendendola inevitabilmente più simile ad un Demone che a una donna, quindi incompiuta.
I cabalisti del Medioevo, si sono ispirati a quest’immagine, quando hanno creato i 22 arcani maggiori dei Tarocchi e in special modo nell’arcano del Diavolo. I 22 arcani maggiori compongono un alfabeto, si tratta dell’alfabeto dell’anima, ognuno possiede una forza, una forma, nasconde un archetipo, contiene un messaggio di vita. Il Diavolo, raffigurato sul quindicesimo arcano dei Tarocchi, è una rappresentazione mostruosa o caricaturale dell’Androgino, dell’Adamo o dell’Uomo primordiale, dell’essere ancora indifferenziato, dell’Albero della conoscenza o Albero della vita, il cui principio originale e la funzione essenziale sono stati deviati dal loro obiettivo. Il fuoco di Dio, simboleggiato dalla fiaccola che il Diavolo tiene nella sua mano sinistra, gli venne rubato e l’Androgino fu diviso, separato. Diventò un essere doppio, maschio o femmina, maschile o femminile, ma sempre incompleto, eternamente in cerca della sua unità originale, pertanto due personaggi incatenati l’uno all’altro e appaiono, prigionieri del Diavolo, sono l’espressione di ciò che noi possiamo essere all’interno di noi stessi, delle nostre divisioni, delle nostre brutture, come anche delle nostre virtù e delle nostre qualità. Per gli Ebrei Lilith passerà definitivamente al rango di Demone femminile, raffigurata come donna, il cui corpo termina in una coda di serpente.

Lilith rappresentò, per molti secoli, tutti coloro che intendevano andare contro la Torà e che volevano attaccare gli israeliti. In particolare Babilonia. Più semplicemente è immagine di tutti quei culti pre-ebraici di stampo patriarcale.

Nella Bibbia cristiana i riferimenti a Lilith sono molto pochi, probabilmente per opera delle successive riscritture a scopo dottrinale e sacerdotali volte ad esaltare l’obbedienza che la donna deve dimostrare nei confronti dell’uomo, la citazione più esplicita si trova in Isaia 34,14:

"I gatti selvatici si incontreranno con le iene, e i satiri si chiameranno l’un l’altro; vi farà sosta anche Lilith e vi troverà tranquilla dimora".

In questo testo è avvicinata agli animali predatori, ricordando anche la sua parentela con gli uccelli notturni il cui urlo, inquieta chi lo ascolta, infatti, quando Dio uccise il figli di Lilith, nella notte echeggiarono per molto tempo i suoi lamenti disperati.

Secondo l’iconografia cristiana, Lilith governa l’inferno, ha l’aspetto di una donna nuda estremamente bella, con capelli blu ed occhi rossi, la pelle è di un colore grigio argenteo; comanda le schiere di succubi e gli amplessi con lei portano alla follia e per quanto sia indicata come una donna dalla bellezza sovraumana, cui è impossibile resistere, viene raffigurata coperta di peli, ossia senza la depilazione completa che era ed è ancora oggi in uso nelle zone mediorientali, con zoccoli anziché piedi, chiaro simbolismo al suo legame con la luna; alle volte ha una coda da sirena, si manifesta solo di notte, ha lunghissimi capelli rossi ricci, pelle blu, occhi di fuoco, ali acquisite dopo aver pronunciato il nome segreto di Dio, è immortale, avendo abbandonato l'Eden prima che Dio privasse l'umanità dell'immortalità

Nella letteratura un riferimento a Lilith ed alla sua voracità verso la vita ed i neonati, si ritrova in molte favole, nella figura della matrigna, come ad esempio, in Biancaneve. La strega richiede, infatti, il sangue ed il cuore della ragazza. Nel Faust di Goethe, Lilith si trova nella notte di Valpurga:

Faust: ma quella chi è?

Mefistofele: quella è Lilith

Faust: Chi?

Mefistofele: La prima moglie di Adamo, sta in guardia dai suoi bei capelli. Da quello splendore che solo la veste. Fai che abbia avvinto un giovane con quelli e ce ne vuole prima che lo lasci.

Anche Baudelaire scrive di lei:

"Tu, come lama di coltello Sei entrata nel mio cuore in lacrime! Tu, forte come una schiera Di demoni, folle ed in ghingheri, sei venuta a fare del mio spirito umiliato il tuo letto ed il tuo regno! Tu, infame alla quale son legato, come il forzato alla catena (...) ". C. Baudelaire: Il Vampiro.

La Tradizione che riguarda la Stregoneria e la Magia, ci offre un’immagine di Lilith abbastanza particolare; sempre pronta ad un amplesso mai consumato, travolge i sensi degli uomini donando la finzione di un amplesso coinvolgente e distruttivo, alla fine del quale rimane sempre vergine.

I rari trattati in materia di Occultismo che affrontano la figura di Lilith, la considerano molto spesso come un principio negativo, un antispirito femminile dell'oscurità, alcune tradizioni magiche, la pongono come protettrice dei negromanti durante le evocazioni o come guida sulla terra per gli Spiriti assetati di vapori sanguigni. Tutto ciò lascia comunque molto spazio alla fantasia ed alla suggestione, gli occultisti più fini e smaliziati, considerano invece Lilith come un’entità che influenza gli esseri umani nel loro aspetto sessuale - celebrale, provocando un forte eccitamento intellettuale ed un’ipersensibilità erotica, entrambi a volte indice di genialità e sregolatezza, ma anche di "alterazioni" sessuali quali il sadismo.

Tralasciando questa prima analisi, è comunque universalmente accettata l'immagine di Lilith come quella di una forza bipolare, in grado di provocare attraverso manifestazioni bivalenti (femminili e maschili), anche fenomeni di infestazioni, squilibri, disarmonie ed a volte follie autodistruttrici.

Gli unici approfondimenti si sono avuti da parte della Psicologia, che ha dedicato uno studio a Lilith, riducendola però ad archetipo di ancestrali paure, paure di madri oppressive, di mogli distruttrici; si sono sperperate migliaia di analisi sulla vagina, quale simbolo di un baratro mortale, nel quale l'uomo castrato e ritornato feto, ha pura di cadere.

Le evocazioni di Lilith sono di vari tipi, alcuni de quali abbastanza complesse, che devono essere svolti durante la notte di Luna Nuova (o Nera), vi sono rituali rivolti a tutti coloro che vogliono ingraziarsi la Dea Nera o per creare un alone di dominio sull’altro sesso, ma per nessuna ragione, un uomo deve evocare Lilith, perché a parte i pericoli propri di tale evocazione, rischierebbe di restarne succubo.

Incenso di Lilith: Incenso bianco- Incenso nero - Coriandolo - Gomma trementina - Legno d'aloe - Zucchero.

PREGHIERA DI LILITH

"LILITH, regina delle tenebre, che dai vita ai draghi siderali, LUNA NERA che solchi il cielo come astro errante, proteggici con le eteree ali di vampiro celeste. REGINA DELLA NOTTE, squarcia i veli delle nostre menti agli argentei desideri occulti. INCUBO STELLARE, brucia il nostro corpo alla potente estasi della verginale lussuria. INVISIBILE COMETA dalla lunga chioma nera serra i tuoi capelli come tentacoli ardenti sulle nostre carni. NUVOLA OSCURA, avvolgici in un amplesso cosmico nelle spire del serpente eterno. LILITH sprofonda il nostro essere negli abissi tenebrosi del Caos per esplodere di nuovo nelle Essenze Infinite".

In astrologia Lilith è la Luna nera, che non è un astro ma un punto fittizio. Ciò che indica nel tema natale è così originale, rientra così poco nell’ordine delle cose costituite, identificabili, alle quali siamo disposti a credere al giorno d’oggi , che gli astrologi hanno finito per occultarlo, per relegare le informazioni che essa rivela, gli interrogativi che solleva, ai confini di un’astrologia polverosa, che non poggia su alcun serio fondamento.

Paradossalmente, per la psicologia, ad aver riportato d’attualità i principi enunciati dalla Luna nera, è l’infatuazione da parte di coloro che, qualunque fosse il momento, l’epoca, il luogo, il tipo di approccio, si sono sempre interrogati su se stessi ed hanno sentito il bisogno di conoscersi meglio e di capire gli altri.

Questo secondo satellite della Terra, che solo alcuni astronomi hanno potuto osservare nel 1720 per circa sei mesi e che per gli Astrologi del Medio Evo o per gli antichi, in generale, è un astro da non doversi mai nominare, esiste effettivamente e si trova nel cono d’ombra situato fra la Terra e il Sole.

La Luna nera è un concetto che non ha perso d’interesse nel corso dei secoli e dei millenni, che è vivo in ciascuno di noi ma che opera a nostra insaputa, visto che siamo più vittime che consapevoli di chi siamo e di come siamo fatti, di come pensiamo, agiamo e viviamo.

Per capirlo dobbiamo accettare il fatto che in ognuno di noi, vi è una zona buia, oscura, impenetrabile (da cui il suo aggettivo di nera), carica di qualità femminili di ricettività, di funzione creativa, di potenza caotica rigenerante ( da cui il suo nome di Luna).

Questa zona d’ombra è indomabile, non la si può ne addomesticare ne sottomettere. In compenso si può ignorarla, ricacciarla, inibirla, ma in questo modo non si farebbe sparire, dal momento che, più s’ignora, intenzionalmente o inconsciamente, più i suoi effetti sono temibili e potenti. Questa zona d’ombra, che è presente in ognuno di noi, c’induce a non accettare mai l’inaccettabile, a non fare compromessi o concessioni su alcuni punti essenziali della nostra vita.

Si può dunque affermare che essa mette in luce, il fatto che, da qualche parte dentro di noi, una forza ci costringe a non cedere mai, a non rassegnarci, a non lasciarci andare, ad evitare il ristagno. Essa si esprime così nella nostra vita con formule di scongiuro che possono manifestarsi nel corso di molti incidenti, di drammi passionali, di accessi di follia, di malattie gravi, tutte cose che ci fanno uscire dalla normalità, come per richiamarci all’ordine.

Infatti, il sottile messaggio che ci trasmette la Luna nera, è che nessuno deve ignorare chi è e come è, di che cosa è fatto, cosa sono tutti i suoi pensieri e tutte le sue azioni e non deve accontentarsi di vedere in se stesso, quel che vuole o che gli pare, ovvero, ciò che lo rassicura e lo conforta. La Luna nera fa cadere le proibizioni e le maschere, denuncia i pregiudizi, i luoghi comuni, i preconcetti, disturba, provoca, sacrifica. Lilith, come sopra scritto, fu inizialmente una dea sumerica, senz’altro anteriore a Sin-Nanna, la Luna, che abbiamo visto essere, come spesso accadeva nell’antichità, una divinità maschile, non femminile, contrariamente agli attributi della Luna attuale. Lilith è senza ombra di dubbio una dea e le sue qualità sono tanto lunari quanto venusiane e per certi versi, anche leggermente uraniane e plutoniane. E’ un mito assai complesso, che sfugge alle classificazioni. A secondo del segno dello zodiaco in cui si viene a trovare, la Luna nera suggerisce caratteristiche proprie di una o più figure mitiche femminili, che le corrispondono perfettamente:

  • in Ariete Lilith assume le sembianze di una dea guerriera, quale Atena o di una Valchiria, il cui nome significa "colei che sceglie i morti"; essa decideva così le sorti dei guerrieri sul campo di battaglia, secondo la mitologia germanico-scandinava.
  •  In Toro è Inanna-Ishtar o Afrodite-Venere, ma è anche Gaia, la Terra.
  • In Gemelli è Psiche e forse anche Iside, la grande dea egizia.
  • In Cancro è la ninfa Calipso o la maga Circe, ma anche la Bella addormentata nel bosco, oppure la fata.
  • In Leone è Cibale, la Madre degli dei o la Grande Madre, come fu soprannominata in Asia minore ed a Roma, la quale veniva simboleggiata con una pietra nera.
  •  In Vergine è Demetra-Cerere o Antigobe.
  • In Bilancia è Persefoen-Proserpina, figlia di Demetra e sposa di Ade-Plutone o Sofia, la Saggezza.
  •  In Scorpione è Artemide, sorella d’Apollo o Ecate o Lachesi, una delle tre Moire, quella che dispensava i destini e stabiliva la durata della vita.
  •   In Sagittario è Diana la cacciatrice o Ippolita, la regina delle Amazzoni.
  •  In Capricorno è Era, la figlia di Crono-Saturno.
  • In Acquario è Teia, figlia di Urano, la quale ebbe, dall’unione con Iperone, 2 figli: Elios- il Sole e Selene - la Luna.
  •  In Pesci è una delle Sirene, oppure Teti, una delle Nereidi.

E’ molto semplice trovare la posizione della Luna nera in un tema natale, basta consultare le Effemeridi della Luna nera, dove è indicata la sua posizione a secondo dell’anno e del mese.

I suoi solstizi sono nella corrispondenza che segue e sempre in moto diretto:

  • Capricorno - Sagittario
  • Acquario - Scorpione
  • Pesci - Bilancia
  • Ariete - Vergine
  • Toro - Leone
  • Gemelli- Cancro

Con questa Luna in aspetto negativo ai suoi solstizi, l’uomo deve pagare alla vita il suo tributo: è il nostro demone che può essere benefico o malefico, secondo le nostre azioni. E’ davanti a noi, è nel passato e nel presente, è nel fato. E’ un giudice senza pietà, sia per il singolo che per le nazioni. Per la Terra è l’Antimateria. Pitagora ne parla e così gli Ebrei.

Un potere di questa Luna lo abbiamo nella leggenda di Sansone e Dalila, cioè Da-Lilith, tolse la forza a Sansone inviandolo a tagliarsi i capelli. La metafora vuol significare che Sansone avrebbe dovuto essere più forte di Dalila e combatterla, chiedendo l’aiuto dei tre Angeli; ma non lo fece, e perciò essi, non poterono aiutarlo. Lilith rappresenta tutto ciò che vi è di mostruoso nella natura umana. Lilith è tutto ciò che non possiamo affrontare se non aiutati dal divino, con Lilith, l’uomo ha in sé il suo inferno e il suo paradiso. E’ l’impetuosa forza che può essere ottima o perversa, specie quando l’Eros si trasforma in Lilith nei suoi malefici aspetti con la Luna, il Sole, Saturno, Mercurio e tutti i Pianeti. Quando ciò si verifica, l’uomo vive in un mondo mentale disordinato e caotico e quando lo scatenarsi di queste forze, investe una collettività o un popolo, ne deriva il dissenso ed il disordine: è proprio di questo momento l’accentuarsi delle intolleranze, delle guerre, della violenza in genere. L’impero della droga è una delle forti tentazioni di cui si avvale Lilith nell’estendere i suoi poteri. L’uomo che ne è vittima, diviene cieco dinanzi ai pericoli psicofisici che comporta e così Lilith vince. Se nell’oroscopo di una donna risulta che il Sole è congiunto alla Luna nera ed al Nodo Lunare, non susciterà alcun interesse da parte degli uomini, ma se la stessa situazione è rivelata in un oroscopo maschile, sarà la donna che rifiuterà l’uomo. A Lilith si deve la lotta, la sconfitta, la follia, il divenire succubi del nostro "IO" interiore o, per opposto, la mancanza di volontà.

L’astrologia vuole considerare l’uomo come un figlio della Luce manifesta e come tale, può sempre liberare se stesso da tutto ciò che attraverso tempo-spazio, lo imprigiona o lo libera.

In tutte le mitologie, la Divinità lascia libero l’uomo. Nessun Dio può impedire all’uomo di creare con la sua mente e compiere le azioni che desidera eseguire, anche se sono azioni brutali. Sta nella volontà dell’uomo salire verso la liberazione dai suoi atti passati.

Riferimenti bibliografici:
Astrologia Lunisolare – Violetta Bisesti - ed. Collana mondi sconosciuti
Imparare l’astrologia – ed. De Agostini
Le arti divinatorie – ed. De Agostini

Le sagge indicazioni di wikipedia:

 Connotazione storico-linguistica mesopotamica

L'accadico Lil-itu ("signora dell'aria") potrebbe riferirsi alla divinità femminile sumerica Ninlil (del pari "signora dell'aria"), dea del vento meridionale e moglie di Enlil. La storia di Adapa ci narra come Adapa avesse infranto le ali del vento del sud, azione per la quale egli temette di essere punito con la morte. Nell'antico Iraq, il vento del sud è associato con l'aggressione portata dalle tempeste di polvere meridionali e in generale con le malattie. Il corrispondente maschile accadico līlû non mostra suffissi desinenziali ed è simile al sumerico (kiskil-) lilla.

Lilith e l'etimologia ebraica

L'Accadico Līlītu e lEbraico לילית (lilith )[2] sono aggettivi femminili che derivano dalla radice linguistica proto-semitica <L-Y-L> "notte" (con l'aggiunta della nisba t a significare "della notte", "notturna"), e traduce letteralmente un "essere femminile della notte/demone"[3] [4], sebbene le iscrizioni cuneiformi in cui compaiono i termini Līlīt e Līlītu (come pure in Ebraico) si riferirono in seguito agli spiriti aerei che apportano malattie. La stessa radice - che non esige letteralmente uniformità di concetti - in Ebraico e nell'Arabo Layla/Leyla, Lela o Lel significa "sera, notte".

Lilith nella tradizione popolare

Nella tradizione popolare ebraica, Lilith è un terribile demone.
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Esiste una tradizione secondo la quale viene posto attorno al collo dei neonati di sesso maschile un amuleto con iscritti i nomi dei tre angeli (Senoy, Sansenoy e Semangelof) per proteggerli da Lilith prima della circoncisione rituale. Secondo un'altra versione si traccia un cerchio magico attorno alla culla con i nomi degli angeli.[citazione necessaria] Un'altra tradizione ancora prevede che si aspetti a tagliare i capelli ad un ragazzo per far credere a Lilith che si tratti di una ragazza.

Un amuleto persiano del 18esimo o 19esimo secolo , un ciondolo protettivo per un neonato, conservato nel museo di Israele, Gerusalemme, raffigura Lilith in catene, con "Lilith cieca in catene" scritto sotto ogni arma.

Dei ragazzi adolescenti si pensa poi che provochi le eiaculazioni notturne con cui genera demoni (i jinn nella tradizione arabo-islamica), comportandosi in tal modo come spirito succubo analogo femminile dello spirito incubo maschile.

Queste usanze popolari fanno pensare che Lilith non sia creazione di autori medioevali ma appartenga a credenze più antiche. In effetti sono tante e profonde le simbologie legate che si possono trovare in moltissime culture combinate in modi differenti, ai giorni nostri il mito è addirittura tornato in vita, in forme mutate, generando nuovo immaginario nella cultura popolare, letteratura, fumetti, videogiochi.

Lilith nella Bibbia

Lilith compare una sola volta nella Bibbia, in Isaia 34:14, dove si descrive la desolazione di Edom.

    Ebraico (ISO 259): pagšu ṣiyyim et-ʾiyyim w-saʿir ʿal-rēʿhu yiqra ʾakšam hirgiʿah lilit u-maṣʾah lah manoḫ

l'edizione della CEI del 1974 traduce "lilit" con "civette":
Collabora a Wikiquote     « Gatti selvatici si incontreranno con iene, i satiri si chiameranno l'un l'altro; vi faranno sosta anche le civette e vi troveranno tranquilla dimora »
   
( Isaia 34:14 [5])

e poi continua:
Collabora a Wikiquote     « Vi si anniderà il serpente saettone, vi deporrà le uova, le farà dischiudere e raccoglierà i piccoli alla sua ombra; vi si raduneranno anche gli sparvieri, l'uno in cerca dell'altro; nessuno si farà attendere. »
   
(Isaia 34:15 [5])

Che sembra ricalcare i passi del racconto dell'albero huluppu [3]. Il libro di Isaia è datato al VII secolo a.C., e la presenza di ebrei a Babilonia coinciderebbe con i già attestati riferimenti al Līlītu nella demonologia Babilonese. Schrader (Jahrbuch für Protestantische Theologie, 1. 128) e Levy (ZDMG 9. 470, 484) ipotizzano che Lilith fosse una divinità della notte, nota anche agli esuli ebrei in Babilonia.

In realtà sono stati i passaggi della Genesi a far speculare sull'esistenza di una donna che ha preceduto Eva; si spiega che Lilit è un demone, come quegli spiriti dannosi creati durante i primi sei giorni della Creazione, divenuti demoni perché ribellatisi al Signore che non donò loro un corpo come avvenne invece per Adamo ed Eva, che si racconta fossero uniti in una sola anima prima di essere divisi e poi formati come primo uomo e prima donna dell'umanità. La creazione dell'uomo e della donna viene infatti citata nel primo capitolo:
Collabora a Wikiquote     « Dio creò l'uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo creò, maschio e femmina li creò »
   
(Genesi, 1:27 [5])

Nel secondo capitolo si ripete poi, con parole diverse, prima la creazione dell'uomo con polvere del suolo (Genesi 2:7) e poi, dalla costola di Adamo (Genesi 2:22), la creazione della donna chiamata Eva.

I commentatori della Torah sostengono che prima che Eva fosse presentata dal Signore ad Adamo, quest'ultimo notò Lilit che però non gli piacque.

Lo Zohar spiega che il demone Lilith, figura impura, coopera strettamente con l'angelo Satana.

Lilith nel Talmud

Sebbene i riferimenti talmudici a Lilith siano sporadici, tali passaggi forniscono la miglior immagine del demone trovata finora nella letteratura giudaica, che fa riferimento alle origini mesopotamiche di Lilith e prefigura il suo futuro come enigma esegetico della Genesi. Ricordando Lilith abbiamo visto allusioni Talmudiche che la dipingono come dotata di ali e lunghi capelli, andando indietro alla prima citazione in Gilgamesh:
Collabora a Wikiquote     « Rab Judah citando Samuele dice: Se un aborto ha somiglianza con Lilith, sua madre è impura a causa della nascita, perché è un bimbo ma ha le ali. »
   
(Niddah 24b)
Collabora a Wikiquote     « In un Baraitha è insegnato: Le crescono lunghi capelli come a Lilith, siede a bere acqua come le bestie e serve da cuscino a suo marito. »
   
(‘Erubin 100b)

Più unica del Talmud, in merito a Lilith, è la sua carnalità insalubre, cui si allude nella "Seduttrice" ma che è espansa senza metafore vaghe nell'idea del demone che assume forma di donna per abusare sessualmente di uomini durante il loro sonno:
Collabora a Wikiquote     « R. Hanina disse: non si può dormire soli in casa [in una casa solitaria],e chiunque dorma in una casa da solo è preso da Lilith. »
   
(Shabbath 151b)

Tuttavia la concezione più innovativa di Lilith offerta dal Talmud appare in Erubin, ed è più che probabile che sia responsabile del mito di Lilith per i secoli a venire:
Collabora a Wikiquote     « R. Jeremiah b. Eleazar disse inoltre: in tutti quegli anni [130 anni dall'espulsione dal giardino dell'Eden] durante i quali era bandito, Adamo generò fantasmi e demoni maligni e demoni femmina [demoni della notte], come è detto nelle Scritture: "E Adamo visse cento e trenta anni e generò un figlio a lui somigliante (Shet, come Abele, è fratello di Caino), fatto a sua immagine,e da ciò segue che prima di quel tempo non avesse generato a sua immagine... quando vide che attraverso di lui la morte era divenuta punizione spese cento e trenta anni in dissolutezze, tagliò i ponti con sua moglie per 130 anni, indossò vestiti di fico per 130 anni." Questa citazione [di R. Jeremiah] fu fatta in riferimento al seme che Adamo emise accidentalmente. »
   
(‘Erubin 18b)

Confrontando ‘Erubin 18b e Shabbath 151b con il brano dallo Zohar: "Ella vaga a notte fonda, vessando i figli degli uomini e spingendoli a rendersi impuri" (19b), sembra chiaro che questo passaggio del Talmud indica una unione tra Adamo e Lilith.

Lilith nella Qabbalah ebraica

Dopo aver incontrato Lilith senza essersi accoppiato con essa, Adamo conobbe Eva; dopo il peccato originale Adamo rifiutò di incontrare Eva per 130 anni, periodo durante il quale egli perse il proprio seme disperdendolo a terra: la Qabbalah afferma che da questo seme sorsero molti demoni. In seguito, dopo i 130 anni, Adamo si riunì ad Eva.

Il mito di Lilith come prima figura femminile incontrata da Adamo, viene ripreso nel XIII secolo in quello che divenne un testo canonico della letteratura post-talmudica, lo Sèfer ha-Zòhar o "Libro dello splendore", scritto da Shimon bar Yochai o, secondo altri, da un anonimo in Castiglia, o anche da Moshe de Leon. Lo Zòhar è una raccolta di discorsi, alcuni laconici e oscuri, altri fioriti e dotati di una particolare inventiva lessicale che reinterpreta e reinventa le tradizioni, a volte ispirando il dubbio altre volte dando l'impressione di trovarsi di fronte a realtà profonde e terribili. È stato considerato da molti mistici ebrei come il testo più vicino ai propri sentimenti.

Lilith come figura demoniaca femminile incontrata da Adamo

Una fonte nella storia che descrive Lilith come la prima figura femminile vista da Adamo è L'alfabeto di Ben-Sira, intitolato a Yeshua ben Sira (II sec. a.C.) ma in realtà di autore anonimo è stato scritto nel X secolo d.C.[6]

Nel libro viene raccontato che Lilith, mentre in un primo momento provocò Adamo, poi fu spiritualmente vinta da quest'ultimo ed abbandonò il Giardino dell'Eden. Come prova della superiorità morale ed etica, spirituale e sapienziale del genere umano sui demoni, che stanno sul mondo dell'impurità conosciuto come l'altro lato, è scritto:
Collabora a Wikiquote     « Ella disse 'Non starò sotto di te,' ed egli disse 'E io non giacerò sotto di te, ma solo sopra. Per te è adatto stare solamente sotto, mentre io sono fatto per stare sopra. »
   
Lilith pronunciò infuriata il nome di Dio[7], prese il volo ed abbandonò il giardino del Paradiso, rifugiandosi sulle coste del Mar Rosso. Lilith abbandonò il Paradiso di propria iniziativa, prima della caduta dell'uomo e non toccando l'Albero della Conoscenza non fu condannata alla mortalità.

In seguito Lilith si accoppiò con Asmodai [8] e vari demoni che trovò oltre il Mar Rosso, creando una infinita generazione di Jinn. Adamo chiese a Dio di riportare indietro Lilith, cosi tre angeli, chiamati Senoy, Sansenoy e Semangelof, furono mandati per ricercarla. Quando i tre angeli trovarono Lilith, le ingiunsero di tornare minacciandola di morte, lei rispose che non sarebbe potuta tornare da Adamo dopo aver avuto relazioni con i demoni e che non sarebbe potuta morire in quanto immortale. Ma quando gli angeli minacciarono di uccidere i figli che lei aveva generato con i demoni li supplicò di non farlo promettendo che non avrebbe toccati i discendenti di Adamo ed Eva, se solo si fossero pronunciati i nomi dei tre angeli.[9]

I precedenti e lo scopo dell'Alfabeto di Ben-Sira non sono chiari. È una raccolta di storie su eroi della Bibbia e del Talmud e potrebbe essere una raccolta di racconti popolari, una confutazione del Giudaismo, della Cristianità, o di altri movimenti separatisti. I suoi contenuti sembrano offensivi riguardo il giudaismo contemporaneo, alcuni ritengono che sia una satira anti-giudaica[10]. Tramandato dai mistici Ebrei della Germania medievale. Diventa ampiamente conosciuto con il Lexicon Talmudicum di Johannes Buxtorf del XVII secolo.

Origini mesopotamiche di Lilith

Non vi è una sola tradizione precedente a cui la figura della Lilith ebraica può richiamarsi, ve ne sono almeno tre, una legata ad un demone di desolazione e di appassimento associata al vento e da cui anche il nome "lilith", una legata ad un demone di distruzione e morte, la terza, la più nobile in origine, Ishtar o Astarte (o se vogliamo la Dea Madre del culto della femminilità) che gli ebrei stessi adorarono all'inizio della loro storia, come è testimoniato nella Bibbia.[9]

Mitologia sumero-accadica Lilith

Lilith viene identificata con ki-sikil-lil-la-ke4, donna demoniaca in lingua sumera ed appare nella storia "l'albero huluppu" i cui protagonisti sono Inanna e Gilgamesh[11].

Inanna trova un albero huluppu sulle sponde dell'Eufrate che è sradicato dall'erosione dell'acqua, lo prende con se per piantarlo nel suo giardino con l'intenzione di utilizzarne la legna per fare il proprio trono ed il proprio letto. Ma dopo dieci anni, quando l'albero è cresciuto, non può essere utilizzato.
Collabora a Wikiquote (EN)
« Then a serpent who could not be charmed
Made its nest in the roots of the huluppu-tree.
The Anzu-bird set his young in the branches of the tree.
And the dark maid Lilith built her home in the trunk. »
    Collabora a Wikiquote (IT)
« Quindi un serpente, che non può essere incantato
fece il suo nido tra le radici dell'albero huluppu
l'uccello Anzu mise i suoi piccoli tra i rami dell'albero
e la vergine nera Lilith costruì la sua casa nel tronco. »
(da "l'albero huluppu"[12])

Inanna, la giovane dea che ama sorridere, a questo punto piange, piange a dirotto ma non risolve la situazione. Chiama in aiuto il fratello Gilgamesh che dotato di una forza prodigiosa colpisce il serpente tra le radici, l'uccello Anzu fugge quindi con i suoi piccoli verso le montagne e così Lilith, verso i luoghi selvatici.

Rilievo Burney su Lilith

Il passaggio di Ghilgameš citato sopra è stato anche utilizzato per associare Lilith al Rilievo Burney, una terracotta paleobabilonese che raffigura una divinità nuda dotata di ali, con artigli al posto dei piedi e affiancata da due gufi. Acquistata dal British Museum di Londra, un rilievo simile e circa dello stesso periodo è conservato al Louvre di Parigi

Mitologia babilonese e Lilith

Nella mitologia babilonese si delineano tre classi di spiriti maligni[13]:

    * Diavoli - hanno la stessa natura degli dei e producono tempeste e malattie.
    * Fantasmi - anime di defunti che vagano sulla terra senza trovare pace.
    * Demoni - esseri per metà umani e per metà divini.

Lilu, Lilitu e Ardat Lili formano una terna di demoni, la mitologia mesopotamica è spesso formata da terne divine, Lilu è il demone maschile, Lilitu quello femminile e Ardat Lili la giovane figlia. Di Lilitu il Thompson dice che è il demonio che l'uomo crea sul letto durante il sonno[9]

Il "Lilith Prophylactic" di Arslan Tash (Museo Nazionale di Aleppo), datato al VII secolo a.C. (alcuni lo ritengono un falso[citazione necessaria]) indica una creatura simile ad una sfinge ed una donna lupo nell'atto di divorare un bambino, con una iscrizione fonetica indicante la sfinge come Lili. L'associazione con i gufi è difficile da datare, e potrebbe essere dovuta all'associazione dell'uccello visto come uno spirito notturno succhiasangue.

altre componenti del mito di Lilith

Ma la Lilith ebraica non deriva da un unico corrispondente, altre figure, concorrono a formarne il simbolo. Lamassu è il demone mezza donna e mezza vacca, la controparte femminile del Lamashtu, il famoso bue alato con volto umano barbuto dell'iconografia assira. La Lamassu diventa la Lamia greca[14]. La sua sola presenza significava distruzione e l'immagine veniva utilizzata come simbolo apotropaico, per incutere terrore e a protezione delle città e degli edifici. Ma la caratteristica di irresistibilità del fascino femminile viene da Ishtar (sumera Inanna) conosciuta agli ebrei attraverso la Astarte siriana (altrove Astariel o Astaroth) per la quale si praticava la prostituzione sacra. Così come la cananea Asheráh, venerata in un primo tempo come dea dagli stessi ebrei[9]. È in questo passaggio, nel divieto imposto dell'adorazione di una divinità femminile, che possiamo leggere la componente di femminilità ribelle in Lilith, dove l'immaginario di bellezza, fecondità e femminilità confluiscono a ravvivare una figura fino allora solo simbolo di morte e devastazione.

Cristianesimo e traduzioni della Bibbia relazione con Lilith

Anche in ambito cristiano si trova Lilith responsabile della morte dei neonati, si giustificavano così le numerose morti nei primi 20 giorni di vita.[citazione necessaria] Geronimo di Cardia tradusse Lilith con lamia, un mostro che Orazio (De Arte Poetica liber, 340) descrive come una strega che rapisce i bambini, affine alla bretone Morrigan, nella mitologia greca invece è descritta come una regina libica che si accoppiò con Zeus. Dopo che Zeus ebbe abbandonato Lamia, Era rubò i figli di Lamia, e Lamia si vendicò rapendo i figli di altre donne.

La traduzione gufo stridente della versione della Bibbia di Re Giacomo è senza precedenti. Apparentemente un tentativo di rendere l'atmosfera tetra del suo passaggio scegliendo un paragone animalesco, per quanto difficile da tradurre dalla lingua ebraica, come "gufo" (yanšup, probabilmente un uccello acquatico) e "grande gufo" (qippoz, più propriamente un serpente).

Le traduzioni più recenti includono:

    * gufo della notte (Young, 1898)
    * mostro della notte (ASV, 1901, NASB 1995)
    * tormento della notte (RSV, 1947)
    * creatura della notte (NKJV 1982, NLT 1996)

Religioni neopagane e Lilith

Stubby
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In tempi recenti Lilith è assurta al simbolo della femminilità schiacciata dalla prepotenza della cultura patriarcale maschilista, per cui viene particolarmente considerata nella cultura della Wicca[citazione necessaria]. Infatti c'è una leggenda secondo cui Lilith fu la prima donna creata, la prima compagna data da Dio ad Adamo. Ma Dio la cacciò dal paradiso terrestre perchè rifiutava di sottomattersi ad Adamo, anche in ambito sessuale, rifiutando che fosse sempre e solo lui a possederla. Una volta scacciata Lilith vagò sulla terra e generò con Satana (qui simbolo della ribellione) le passioni umane.

Rappresentazioni di Lilith

Per quanto sia indicata come una donna dalla bellezza sovrumana cui è impossibile resistere viene raffigurata[citazione necessaria]:

    * coperta di peli, ossia priva della depilazione completa, come era uso nelle zone mediorientali
    * con zoccoli anziché piedi, chiaro simbolismo al suo legame con la luna; alle volte ha la coda da sirena
    * si manifesta solo di notte
    * ha lunghissimi capelli rossi, ricci
    * pelle blu
    * occhi di fuoco
    * ali, acquisite dopo aver pronunciato il nome segreto di Dio
    * è immortale, avendo abbandonato l'Eden prima che Dio privasse l'umanità dell'immortalità

Lilith nell' immaginario moderno

Avviso: Questi esempi sono basati in qualche maniera sul personaggio mitologico discusso sopra; esempi dove il nome era preso in prestito senza la pertinenza al mito dovrebbero essere piazzati nella pagina delle ambiguità. Grazie

    * Il titolo di Fata Lilith fu preso dalla leggenda di Lilith come prima moglie di Adamo, onorandola nell'immaginario moderno come icona femminista.
    * Nel tardo XIX secolo, l'autore dello Scottish Christian George MacDonald incorpora la storia di Lilith come prima moglie di Adamo e predatrice dei figli di Eva in una mitologica novella fantasy in stile Romantico. La descrive anche come figura bisognosa della redenzione Divina.
    * Nelle Cronache di Narnia, di C.S. Lewis, il principale antagonista, la Strega Bianca, viene descritta come discendente di Lilith.
    * Nel gioco Vampiri: La Masquerade, si dice che Lilith fosse stata sorella e amante di Caino e Abele (oltre che causa dell'uccisione di Abele).
    * Nel libro Il diario del Professor Abraham Van Helsing, pubblicato da Allen Conrad Kupfer, Lilith viene citata con diversi nomi come Malia, Lamia o Lilitu, ed è una vampira. Viene più volte menzionato il fatto che fosse incredibilmente affascinante e che avesse il potere di controllare i maschi con il solo potere del suo sguardo. La si delinea con occhi rossi e lunghissimi capelli ricci rossi. Nel libro la vampira ha anche il potere di controllare la natura (o, per meglio dire, alcuni animali come lupi e pipistrelli).
    * Nel concept album Visions of Eden dei Virgin Steele Lilith è una divinità che ha contribuito alla creazione ed è stata la prima moglie di Adamo.
    * Lilith appare come una succube nel De Arte Magica di Aleister Crowley
    * Nella serie d'animazione giapponese Neon Genesis Evangelion, nelle estreme profondità del Terminal Dogma del quartier-generale della Nerv, Lilith appare come un essere gigantesco: le sue mani sono inchiodate ad una croce che ricorda quella di Cristo ed il suo addome è trafitto dalla Lancia di Longino.
    * Nel fumetto Gea di Luca Enoch è presente la terna di demoni Lilu, Lilitu e Ardat Lili, che tramano contro la razza umana per il possesso della Terra.

Letteratura su Lilith

Nel Faust di Goethe Lilith si trova nella notte di Valpurga:
Collabora a Wikiquote     « FAUST: ma quella chi è?

MEFISTOFELE: quella è Lilith
FAUST: Chi?
MEFISTOFELE: La prima moglie di Adamo,

    Sta in guardia dai suoi bei capelli
    Da quello splendore che solo la veste.
    Fai che abbia avvinto un giovane con quelli,
    E ce ne vuole prima che lo lasci. »

 In Italia è Primo Levi a scrivere in Lilith e altri racconti, ambientato in un campo di sterminio.
Collabora a Wikiquote     « Dio è rimasto solo; come succede a tanti, non ha saputo resistere alla tentazione e si è preso un'amante: sai chi? Lei Lilith, la diavolessa, e questo è stato uno scandalo inaudito. »

Pergamene del Mar Morto e Lilith

L'apparizione di Lilith nelle pergamene del Mar Morto è maggiormente discussa[citazione necessaria], con un riferimento inconfutabile nella "Canzone per un sapiente"(4Q510-511), e una ulteriore promettente allusione trovata da A. Baumgarten nel "La seduttrice" (4Q184).
Il primo ed irrefutabile riferimento a Lilith nella Canzone appare al 4Q510, frammento 1:
Collabora a Wikiquote     « Ed io, il Maestro [lett. l'Istruttore], proclamo il Suo glorioso splendore così da atterrire e terrorizzare tutti gli spiriti degli angeli distruttori, gli spiriti dei bastardi, demoni, Lilith, urlatori, e [abitatori del deserto] e coloro che cadono sugli uomini senza avvertimento per sviarli da uno spirito di comprensione e per rendere i loro cuori e i loro [-] desolati durante l'attuale dominio di malvagità ed il predeterminato tempo di umiliazione per i figli della luce, attraverso la colpa, nelle ere, di coloro che sono afflitti dall'iniquità- non per la distruzione eterna, ma per un'era di umiliazione per la trasgressione. »

Collegato a Isaia 34:14, questo testo liturgico tenta di prender le distanze dalla presenza di entità soprannaturali malefiche e allo stesso tempo dimostra familiarità con Lilith; diversamente dal testo biblico, tuttavia, questo passaggio non ha funzioni socio-politiche in nessun programma, ma serve da Esorcismo (4Q560) e Canzone dei Demoni Dispersi (11Q11) a tal punto da essere compresa in alcuni incantesimi- comparabile al rilievo dell' Arslan Tash esaminato sopra- usato per "aiuto nella protezione dei fedeli contro il potere degli spiriti." Il testo è così, per una comunità "profondamente coinvolto nel regno della demonologia", un inno esorcistico.

Un altro testo scoperto a Qumran, di solito associato al Libro dei Proverbi, si appropria del mito di Lilith nella sua descrizione di una donna pericolosa ed attraente- la Seduttrice (4Q184). L'antico poema- risalente al primo secolo dopo Cristo ma plausibilmente molto più vecchio- descrive una donna infida e avverte continuamente il lettore dei pericoli di un incontro con lei. Di solito la donna descritta nel testo è eguagliata ad una "strana donna" dei Proverbi 2 e 5, e per una buona ragione; il parallelo è immediatamente riconoscibile:
Collabora a Wikiquote     « La sua casa sprofonda nella morte,

Ed il seguirla porta alle ombre.
Tutti coloro che la seguono non possono tornare
E trovare ancora le vie della vita. »
   
(Proverbi 2:18-19)
Collabora a Wikiquote     « I suoi cancelli sono cancelli di morte

e dall'entrata della casa
se ne va verso Sheol.
Nessun che entri tornerà mai,
e coloro che la possiedono scenderanno l'Abisso. »

Tuttavia, ciò che questa associazione non considera sono le ulteriori descrizioni della "Seduttrice" del Qumran che non possono essere associate alla "strana donna" dei Proverbi; ad esempio, le corna e le ali: "una moltitudine di peccati è nelle sua ali". La donna illustrata nei Proverbi è senza dubbio[citazione necessaria] una prostituta, o almeno una sua rappresentazione, ed una di quelle con le quali la comunità del testo aveva familiarità. La "Seduttrice" del testo del Qumran, diversamente, non può aver rappresentato una minaccia sociale esistente date le caratteristiche ascetiche della comunità in questione. Diversamente, il testo del Qumran utilizza l'immagine dei Proverbi per presentare una minaccia più ampia e soprannaturale, la minaccia del demone Lilith.

Note

   1. ^ Siegmund Hurwitz, Lilith, die erste Eva: eine Studie uber dunkle Aspekte des Wieblichen, Zurigo, Daimon Verlag, 1980, 1993. Trad. inglese Lilith, the First Eve: Historical and Psychological Aspects of the Dark Feminine, translated by Gela Jacobson. Einsiedeln, Switzerland, Daimon Verlag, 1992 ISBN 3-85630-545-9.
   2. ^ Il termine significa notturna. Cfr. [1] Dizionario online Ebreo-Inglese
   3. ^ Archibald Henry Sayce, Hibbert Lectures on Babylonian Religion, 1887.
   4. ^ C. Fossey, "La Magie Assyrienne", The American Journal of Semitic Languages and Literatures, Vol. 19, No. 3 (Apr. 1903), pp. 184-187.
   5. ^ a b c La sacra Bibbia, edizione ufficiale della CEI, 1974
   6. ^ Gershom Scholem, Le grandi correnti della mistica ebraica, Milano, 1965
   7. ^ Per la religione ebraica è tabu pronunciare il nome di Dio: nella vita reale è scandalo, in una leggenda indica una natura sovrumana
   8. ^ Altre fonti cabalistiche la descrivono compagna del demone Samael, il serpente tentatore, entrambi creati contemporaneamente alla coppia Adamo ed Eva. vedi http://ccat.sas.upenn.edu/~humm/Topics/Lilith/jacob_ha_kohen.html R. Isaac b. Jacob Ha-Kohen, Lilith in Jewish Mysticism - Treatise on the Left Emanation
   9. ^ a b c d [2] María Martha Fernández, La presencia de Lilith en los escritos rabínicos y su origen.
  10. ^ (EN) Looking for Lilith - Cercando Lilith
  11. ^ Il racconto appare anche all'interno della XII tavola dell'Epopea di Gilgamesh, tavola che è considerata di altra fonte ed esterna all'epopea vera e propria, incongruente ma allegata solamente perché racconta episodi relativi all'eroe. vedi Andrew George, The epic of Gilgamesh, Penguin books, 1999, ISBN 0-14-044721-0
  12. ^ Diane Wolkstein, Samuel Noah Kramer, Inanna, queen of heaven and earth, her stories and hymns from sumer, New York, 1983, ISBN 0-06-030254-8
  13. ^ Thompson, Campbell. Diablos y Espíritus Malignos de Babilonia.. Luzac and Company, 1903.
  14. ^ Altri elementi della diffusione del mito nell'Antica Grecia possono essere ritrovati nelle Erinni e in Ecate.

La Dea Sumera Lilith prima moglie di Adamo

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