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Il Red Bull Access All Areas sbarca a Sealand. Prendete uno urban sport estremo, i migliori skater europei e mettete delle rampe su un’ex base di difesa della Seconda Guerra Mondiale nel mare del Nord e, forse, avrete il progetto più pazzo di skateboard mai visto al mondo, probabilmente quello che, per definizione, rappresenta il Red Bull Access All Areas.
I sei migliori skater europei, inclusi il britannico Kris Vile e il campione europeo Philipp Schuster, hanno provato a perfezionare le loro tecniche su una vecchia piattaforma di 350 metri quadrati in mezzo al mare, in una strana versione acquatica del set del film Mad Movie. Sealand, sebbene sia ormai decaduta e si stia ancora riprendendo dai danni di un incendio, sembra un incrocio tra un impianto di olio e un nascondiglio di malviventi. Fu costruita durante la guerra, insieme ad una serie di altri bastioni, come “Rough Tower” in acque internazionali ed equipaggiata con cannoni di difesa. E’ grande a malapena quanto un campo di calcio e l’unico modo per raggiungere quest’isola apocalittica è con un’imbarcazione che deve percorrere 6 miglia dal porto di Harwich ad Essex. La piattaforma è attualmente inutilizzata. E’ composta da una serie di stanze, una cucina, un bagno ed anche una prigione. Finora nessun estraneo ha avuto libero accesso. Fu occupata nel 1967 da Sir Roy Paddy Bates e divenne un principato costituzionale. La piattaforma è un micro stato di record e particolarità: è, infatti, la più piccola nazione al mondo che oggi vanta una propria bandiera, un inno nazionale, francobolli e una moneta sotto il governo del Principe Roy e adesso di suo figlio, il Principe Michael, così come loro stessi si sono autoproclamati. La storia di Sealand è costellata da racconti di pirateria. Nel 1978, per esempio, i briganti olandesi occuparono Sealand con la forza. Poco dopo, Roy riconquistò l’isola con un gruppo di suoi uomini e trattenne gli aggressori come prigionieri di guerra.
Sealand ha anche rappresentato un corso di sopravvivenza per gli skater, che hanno skateato in condizioni davvero estreme. I ragazzi hanno dovuto procurarsi dei visti e i loro passaporti sono stati controllati da un’imponente donna, armata perfino di una spada. Durante la notte, hanno dormito sulla piattaforma, con gas che fuoriuscivano da sotto, e hanno trascorso due giorni preoccupandosi innanzitutto di evitare di cadere in mare, prima ancora di poter pensare a skateare. Almeno due persone dell’equipaggio hanno lasciato Sealand perché non ce l’hanno fatta a resistere alle condizioni estreme. Mentre camminavi attorno alla struttura fatiscente e arrugginita, potevi, infatti, vedere un sacco di grandi buche ricoperte alla bell’è meglio e potevi sentire lo scricchiolio come se camminassi su un’articolazione molto fragile. Questo luogo è stato cercato con attenzione dalla squadra organizzatrice dell’evento, che per due anni ha, infatti, scandagliato la rete di tutto il mondo alla ricerca di un luogo in mezzo mare che potesse ospitare la più grande sfida di skate mai vista prima, fino a quando, finalmente, si è imbattuta in Sealand! Il progetto è stato vagliato anche attraverso difficili e accurate previsioni meteo e l’evento è stato annullato per ben tre volte all’ultimo minuto nel corso dell’estate, prima che finalmente potesse avere luogo. Inoltre, due notti prima che l’evento avesse inizio, il legno per le rampe di lancio è stato rubato sul pontile di Harwich. La squadra organizzatrice è perciò dovuta andare in giro alla ricerca del legno necessario, che fortunatamente ha trovato in un cantiere navale. Infine, anche il battello da pesca che doveva accompagnare gli skater a Sealand, dopo aver passato una lunga notte ad Harwich, ha fatto la sua comparsa con ben due ore di ritardo.
Gli stravaganti abitanti di Sealand hanno accolto con favore l’intero evento. Il Principe Michael non era a bordo, ma uno dei custodi, Chris Harrington, ha dichiarato: “Quando sono venuti da noi con questa pazza idea, siamo stati subito entusiasti e abbiamo cominciato a fare tutto il possibile per ospitarli qui”. Questo forse anche perchè gli abitanti di questo luogo sono un po’ “fuori”. Vivono sulla piattaforma per settimane e se la lasciano libera per 24 ore chiunque può entrare e reclamarne il comando, secondo quanto stabilisce la legge nelle acque internazionali. Mad Mike, per esempio, si è arenato in mare 20 anni fa quando la sua nave radio pirata esaurì il carburante, e da allora è rimasto qui come ingegnere. Vi porta a Sealand con un’imbarcazione veloce che viaggia a più di 30 nodi e, una volta arrivati, venite accolti dall’esuberante Tina, una donna piuttosto mastodontica, che vi saluta con la sua sciabola e controlla il vostro passaporto. Qui non sembrano attenersi troppo rigorosamente alla politica sull’alcol che vige invece nel principato. Come, infatti, lo skater Mack McKelton ha ammesso chiaramente: “E’ un posto fuori dagli schemi, ideale per una grande festa” Dopo di che i ragazzi si sono messi ad andare sullo skate. Timmi Schultze, lo skater tedesco e costruttore delle rampe, non che responsabile del trasporto e del montaggio delle rampe a Sealand, dopo averle costruite a Dortmund, ha dichiarato: “Questo è il posto più difficile al mondo in cui puoi trovarti a dover costruire delle rampe. Infatti, qui a Sealand non c’era niente di adatto per skateare, è come una trappola mortale. Ho dovuto costruire le rampe e dopo smussarle per permettere loro di skateare. E’ davvero il set più strano che io abbia mai visto – è così difficile”. Gli skaters hanno provato a fare dei salti su entrambi i lati della base. Dietro c’era una breve run up verso un quarterpipe e un pole jump, posta in equilibrio precario tra il cielo e il mare, ma questo era niente se paragonato al passaggio sulla vecchia piattaforma che ti faceva saltare giù da tre metri di altezza. Il vento soffiava vorticosamente e una caduta di 20 metri in mare aspettava chiunque avesse calcolato male il proprio salto. Il giornalista inviato sul luogo mi guardò e disse: “Oh mio Dio, devono davvero incollare ogni volta la tavola in questo punto! E’ come dare la palla ad un attaccante di calcio e aspettarsi che ogni volta segni un goal”.
In una sfida così estrema, gli skater si sono decimati velocemente, sia a causa delle rampe impegnative sia per le condizioni pressoché impossibili. Kris Vile è atterrato malamente sulla sua caviglia infortunata e si è ritirato il secondo giorno, mentre il tedesco Lennie Burmeister si è infortunato alla spalla dopo una brutta caduta. Nel frattempo, Mack McKelton ha perso la sua tavola in mare, dopo aver fatto un Ollie fuori dalla piattaforma e improvvisando un salto all’ultimo istante. “Ho saltato troppo in alto e mentre cadevo la tavola è scivolata via”, ha poi commentato. Comunque, gli altri hanno continuato ad esibirsi fino all’imbrunire, mentre dall’elicottero venivano fatti degli scatti fotografici ai loro trick con Sealand e l’oceano come sfondo. Kris Vile, appena diciannovenne, è riuscito ad eseguire almeno alcuni salti prima che la sua caviglia lo costringesse a fermarsi. Solo pochi giorni prima, aveva gareggiato nel campionato inglese in cui era arrivato terzo. Da quando ha iniziato ad andare sullo skate, non si era mai rotto un osso: “Questo è il luogo più pericoloso per skateare che io abbia mai visto. Non potrò mai dimenticarlo, anche se ci ho solo provato. E’ stato assolutamente unico. Noi siamo stati i primi skater ai quali è stato permesso di venire e saremo sicuramente gli ultimi”.  Anche il campione europeo Philip Schuster, secondo il quale le condizioni non erano le peggiori in cui si era trovato a fare skate, ha tuttavia ammesso che questa è stata la sfida più dura con la quale si sia mai confrontato. Nonostante il suo stile fluido, durante il secondo giorno quando il vento era più forte, gli è stato quasi impossibile atterrare dopo un salto. “Abbiamo fatto skate in tantissimi posti al mondo”, ha aggiunto McKelton, “ma Sealand è certamente il luogo più incredibile in cui siamo mai stati. Fare skate qui dà una sensazione indescrivibile. Ritrovarsi in aria con nient’altro che acqua tutto intorno regala un’emozione che non scorderò mai”. Fonte: Redbull |