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Religioni
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Antiche Madri nel bacino del Mediterraneo. Analisi Comparata del Mito delle Sacre Nozze. La Dea Madre è stata probabilmente la prima divinità immaginata dall’uomo e, anche se così non fosse, è indubbiamente quella più presente in tutte le culture del mondo antico. In tutto il Bacino del Mediterraneo, includendo anche l’area Mediorientale sono state ritrovate statuette, terracotte, incisioni, raffiguranti la Grande Dea già a partire da 30.000-25.000 anni prima di Cristo, usanza poi pian piano scomparsa verso il 3.000 a.C. con l’avvento delle popolazioni Indoeuropee veneratrici delle divinità maschili padrone delle armi e delle fucine. Prima di questa “invasione” la rappresentazione della dea trova sua massima espressione nelle rappresentazioni delle Veneri Preistoriche, figure femminili dai prosperosi seni ricchi di latte, dagli abbondanti glutei e dai ventri smisurati e gravidi. |
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Druidi Reincarnazione e Teosofia. Ancora una volta, ci troviamo di fronte alla constatazione che non c'è stato che un unico sapere, un'unica Verità che lo spirito umano ha conquistato. Con la sola distinzione che, di civiltà in civiltà, di epoca in epoca, tale sapere assumeva connotazioni esteriori diverse e specifiche del popolo che l'aveva coltivato; nascevano così termini, deità e principi all'apparenza differenti ma sostanzialmente derivanti da un'unica matrice. |
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Società e cultura Druida. Avvicinarsi alla civiltà celtica per la prima volta è un po' come fare un salto nel buio, poiché quello che ci si apre dinnanzi è un mondo alieno, basato su leggi e valori profondamente diversi dai nostri. Tra la nostra capacità di comprensione e il mondo celtico si frappone il baratro, sia della cultura greco-latina sia dell'influenza cristiana, che viziano, in modo sotterraneo ma determinante, la nostra interpretazione dell'esistenza. I Celti vivevano in un modo completamente diverso da quello attuale e possedevano un differente concetto di cosa fosse il sapere. |
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Druidismo antica casta fra storia e fantasia. I Druidi esistono in parte nella storia, in parte nella fantasia. Secondo la tradizione, il Druidismo era la Religione dei Celti della Gallia e della Britannia pre-romana e i Druidi erano una classe di sacerdoti. Le piu' lontane informazioni su questa antica casta, nonche' su certe superstizioni e credenze misteriose in cui fu coinvolta, ci provengono da scrittori greci e romani. La sua esistenza, ignorata nel Medioevo e riscoperta nel Risorgimento, colpi' l'immaginazione non solo di studiosi, ma anche di poeti e artisti. |
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Dea Madre e Re Artù. La civiltà celtica sembra essere stata contrassegnata, in modo privilegiato, dal matriarcato. Essa valorizza la filiazione matrilineare almeno quanto quella patrilineare. Presso i Celti, il diritto materno rivaleggia con quello paterno, e questo tratto di civiltà si ritrova ovviamente in numerose leggende sorte dal mondo celtico, nelle quali la fata onnipotente, reincarnazione della Dea Madre, impone spesso la propria legge. E’ la donna, mitologicamente parlando, che rappresenta la sovranità. Questa particolarità del matriarcato può anche, in una certa misura, spiegare l’uso privilegiato che gli scrittori del XII° secolo, formati all’ideologia dei trovatori del fine amor, fanno di quelle leggende celtiche in cui il ruolo delle donne è tanto importante. L’antica struttura patriarcale delle leggende celtiche spiega in gran parte il complesso rapporto che Artù intrattiene con le donne. |
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Il culto della Grande Madre a Creta. La presenza femminile e il significato altamente simbolico e divinizzato che aveva la donna a Creta è riconosciuta da tutti gli studi sicuramente in Gustav Glotz e altri studi apparsi intorno agli anni ’20,’30. Non si tratta tuttavia di un sistema di riferimenti imprescindibili, come la rivoluzione copernicana è in astronomia. Piuttosto è diventata una introiezione, come si dice in psicologia. Ma se ha cambiato qualchecosa lo vediamo nella storia così come è. Ancora poco le donne e gli uomini sfruttano la potenza originatrice di conoscenza e di simbolico (unione di vita e di cultura dei segni) che deposita in noi una storia delle donne letta per modificare noi stesse/i e lo stato del nostro sapere. Il culto della Dea Madre lungo un arco temporale che va dal paleolitico al neolitico. Fra i più antichi reperti troviamo i templi di pietra e le statuette steatopigie di Malta. (cfr.Malta e i suoi templi di pietra). |
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La venere di Willendorf. La venere di Willendorf, anche nota come Donna di Willendorf, è una statuetta di 11 cm d'altezza, raffigurante una donna. Si trova attualmente al Naturhistorisches Museum di Vienna. La statuetta fu rinvenuta nel 1908 dall'archeologo Josef Szombathy, in un sito archeologico risalente al paleolitico, presso Willendorf, in Austria. È scolpita in una oolite di pietra calcarea non originaria della zona, ed è dipinta con ocra rossa. Intorno al 1990, dopo un'accurata analisi della stratigrafia del luogo, fu stimato che la statuetta sia stata realizzata da 24.000 a 26.000 anni fa. Non si sa quasi nulla delle sue origini, del modo in cui è stata scolpita, o del suo significato culturale. |
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Guida alla Dea Madre in Italia - Itinerari tra culti e tradizioni popolari di Andrea Romanazzi - Prefazione curata da Syusy Blady. La penisola italiana ha accolto nei millenni numerosi riti, tradizioni e culti incentrati sulla Divinità Femminile, dei quali restano ampie e talora vistose tracce. Ed è proprio viaggiando alla loro ricerca, fra terra, acqua, aria e fuoco, che l'autore ha scoperto una serie di emozionanti itinerari in cui rivivere gli arcaici sapori della Grande Madre. All'interno, 250 pagine, illustrazioni in b/n e 16 mappe con percorsi suggeriti per visitare i luoghi della Dea in Italia. Il culto della Mater Magna affonda le sue radici nella terra della rimembranza ove le ombre di un lontano passato evocano ricordi, mai cancellati di prosperità e gioia, di un tempo in cui l'uomo,tranito dai molteplici poteri e aspetti della natura, la fece madre e nutrice, iniziando a vivere nella sua immanenza come prodigo figlio che con timore venera e rende grazie alla sua Dea. |
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Il linguaggio Astrologico della Dea. Marija Gimbutas ha dedicato la sua vita allo studio della cultura dei popoli europei dell’età neolitica, studiando e classificando reperti, e soprattutto decifrando i motivi simbolici ricorrenti della ricca iconografia rinvenuta (manufatti trovati in grotte, in siti sepolcrali e in complessi megalitici abitativi e cultuali: perlopiù, piccole sculture, vasi e oggetti di uso quotidiano). La Gimbutas ha lavorato alla sua opera fondamentale (Il linguaggio della Dea, Longanesi, 1990; Neri Pozza, 1997)1 nel decennio compreso fra il 1975 e il 1985, caso davvero sorprendente: in esatta coincidenza con quello che le Nazioni Unite hanno proclamato il Decennio delle Donne. All’avvio del lavoro i pianeti lenti si trovano in maggioranza schiacciante nei segni femminili (Plutone in Bilancia, Nettuno in Sagittario, Saturno in Cancro e Giove in Pesci; soltanto Urano si trova in un segno maschile: lo Scorpione). |
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I Celti in Italia. Per quanto riguarda l’eredità celtica, «il ruolo svolto dall’italia è stato a lungo mal compreso e mal apprezzato. Da un lato dai difensori dell’eredità classica, che volevano vedere nella presenza celtica in Italia un’invasione di barbari incolti e, alla fine, fortunatamente respinta da Roma. Da un altro lato dai celtofili che consideravano questa presenza episodica e marginale, tanto meno significativa per il fatto che i Celti vi apparivano soltanto come una delle componenti di un insieme culturalmente ed etnicamente molto diversificato e mescolato. |
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Celti Popolo Indoeuropeo. L’origine dei popoli indoeuropei è stata ed è tuttora motivo di grandi dibattiti tra studiosi, l’interesse per questi nostri antichi avi parte dal lontano XVII secolo, quando i commerci con paesi esotici portarono diverse persone ad intraprendere il lungo viaggio che porta dai paesi europei all’India. Questi viaggi e commerci permisero la scoperta di un’incredibile somiglianza tra i vocaboli indiani e quelli europei, in particolare latini e greci. Ciò portò diversi studiosi, naturalmente soprattutto linguisti, a chiedersi a cosa fosse dovuta questa somiglianza di lingua tra popoli così lontani e diversi che fino a poco tempo prima non erano mai entrati in contatto. Nacque così l’idea che in un lontanissimo passato doveva esistere un’unica popolazione da cui in seguito sarebbero nati vari popoli. All’epoca le conoscenze non erano quelle di cui disponiamo oggi e le discussioni su quale dovesse essere stata la nostra patria ancestrale proseguirono per decenni passando per le più disparate teorie. |
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