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Scritto da Grande Madre
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Le rovine di Yonaguni. Molto spesso le leggende hanno unfondo di verità. Sempre più ci si accorge che i miti, le antiche tradizioni popolari, finanche le chiacchiere di anziani marinai, hanno solide basi su cui poggiare il loro contorno a volte fiabesco, a volte fantastico, con cui affascinano da sempre chi presta loro attenzione. Ed è a una di queste leggende che il professor Wen Miin Tian del Dipartimento di Sviluppo e Ingegneria Marina, della National Sun Yat-sen University di Kaohsiung City, Taiwan, ha dato ascolto. In questi ultimi tre anni si è dedicato interamente a ricostruire, nel limite del possibile, quello che i pescatori del posto si tramandano da generazioni nei loro racconti durante le battute di pesca. |
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Scritto da Coral Castle
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Le rovine di Baalbek Heliopolis. Il tempio di Giove Eliopolitano, santuario di Heliopolis nella provincia romana di Siria, è ora situato a Baalbek (in arabo: بعلبك, traslitterato Balabakk), una cittadina nella valle della Bekaa (in arabo ﺍﻠﺒﻗﺎﻉ, Biqā), capoluogo dell’omonimo distretto in Libano (circa 200 km a Est di Beirut, 1170 m sul livello del mare), ed è uno dei siti archeologici più importanti del Medio Oriente; infatti è stato dichiarato nel 1984 Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. In seguito alla conquista araba del 637 da parte di Abū Ubayda ibn al-Ğarrāh, l'acropoli del complesso templare venne trasformata in cittadella fortificata (ﻗﻠﻌﺔ, qal ‘ah) e venne costruita la grande moschea in stile omayyade, oggi in rovina. |
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Scritto da Il Druido
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Cuzco e Machu Picchu l'erba che scioglie le pietre. Nel 1911 uno studioso dell'Università di Yale, Hiram Bingham si recò in perù alla ricerca dell'ultima città degli Inca. Quando nel 1536 Gonzalo Pizarro portò a termine la conquista (e distruzione) dell'impero Inca, l'ultimo imperatore Manco Capac fuggì con la sua gente da Cuzco e fondò la città di Vilcabamba, la città dove secondo la leggenda furono accumulate le ultime ricchezze dell'impero Inca. Il sogno di Hiram era di ritrovare Vilcabamba, iniziò la sua ricerca dalla capitale Inca: Cuzco. |
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Scritto da Ley Lines
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Il mistero delle Sfere Levigate. Chi visita il Costarica le può vedere ovunque, nelle piazze, fra i monumenti, davanti alle ville, nei giardini, notate solo dai turisti, perché per gli abitanti sono divenuti solo un tipo comune di ornamento. Se ne vedono di tutte le grandezze, fino a 2 metri e mezzo di diametro, ritrovate nel sud del paese e disseminate in ogni dove. Sono talmente numerose che si possono trovare anche abbandonate lungo le solitarie strade periferiche a sud della capitale San José. Solo una minoranza si trova ancora nel suo alloggiamento originale, sepolte nel terreno o fra la vegetazione a causa del loro considerevole peso. |
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Scritto da Coral Castle
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Le Piramidi di Visoko Bosnia. Nel paese di Visoko, a 30 km da Sarajevo in Bosnia, si sta riscrivendo la preistoria. L' équipe guidata da Semir Osmanagic, archeologo bosniaco, nato a Zenica nel 1960, che ha vissuto negli ultimi 15 anni a Houston ed esplorato i siti Maya del Messico, sta compiendo scavi intorno alla collina Visogica che domina la cittadina riportando alla luce la costruzione piramidale che si celerebbe conservata intatta dal muschio presente sul terreno. La piramide, contenuta nella collina che si eleva di circa 650 metri, raggiungerebbe un altezza di 220 metri in altezza, con una pendenza di 45 gradi e fianchi di 365 metri di lunghezza, risultando, se tali misure verranno confermate, più grande della Grande Piramide di Giza. |
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Scritto da Ley Lines
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Uccello di Saqqara o aereo del Faraone. L'aliante di Saqqara o uccello di Saqqara noto anche come aereo del Faraone è un artefatto a forma di uccello realizzato in legno di sicomoro, scoperto nel 1891 nello scavo della tomba di Pa-di-Imen, a Saqqara, in Egitto. Risale almeno al 200 a.C., e attualmente è esposto al Museo Egizio del Cairo. Per la sua forma, che ricorda quella di un aliante, questo oggetto è stato a lungo considerato un OOPArt, anche se recenti studi sembrano smentire questa ipotesi. |
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Scritto da Ley Lines
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Il Papiro Tulli una complessa vicenda. Papiro Tulli è il nome dato ad un documento in forma di antico papiro rinvenuto nel 1934 in Egitto, il quale conterrebbe la descrizione di strani avvistamenti di luci e oggetti nel cielo. Dopo essere stato per decenni considerato un oggetto misterioso e "fuori della propria epoca" (si veda la voce OOPArt), è stata appurata la sua origine truffaldina. La storia del papiro Tulli comincia nel 1934, quando il papiro viene rinvenuto al Cairo sulla bancarella di un antiquario di nome Tano da parte di Alberto Tulli, allora direttore del Pontificio Museo Egizio del Vaticano. |
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Scritto da Ley Lines
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La Dea Sumera Lilith prima moglie di Adamo. Secondo le varie mitologie, tutte risalenti a poche migliaia di anni fa (cioè in epoca già patriarcale), Lilith è un demone, moglie di demoni e madre di demoni (i Lilim). Perciò è stata spesso associata alle streghe, in senso negativo. Ma è la mitologia ebraica che ci consente di far luce sulla visione che abbiamo di lei. Per gli antichi ebrei Lilith era la prima moglie di Adamo (quindi precedente ad Eva), che fu ripudiata e cacciata via perché si rifiutò di obbedire al marito. Sta qui la chiave del mistero: Lilith è l’archetipo della donna libera, non sottomessa all’uomo e al suo egoismo, non condizionata dalle sue imposizioni e dai suoi ricatti. |
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Scritto da Ley Lines
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Shardana la storia dei Popoli del Mare. Qui parliamo in particolare dei Shardana. La provenienza di questo popolo dall’Asia Minore, ormai accettata dalla maggioranza degli studiosi, è quanto si sostiene in questo libro, con alcuni distinguo. La loro origine dalla città di Sardi, la capitale della Lydia patria del leggendario Creso, sarebbe l’ipotesi più logica visto l’affinità dei due nomi e, aggiungiamo, anche per un’abitudine mai persa degli studiosi nostrani e non, di considerare la Storia Sarda piuttosto recente. Crediamo però più attendibile la tesi del Carta Raspi, secondo cui essi proverrebbero dall’Asia Minore molti anni prima della fondazione di Sardi stessa. Sorvolando per ora sul fatto che anch’egli insiste in ogni caso nel precisare la loro origine anatolica, notiamo che a dargli un notevole contributo sono alcuni documenti, soprattutto di fonte Egizia. Vi si parla a più riprese dei Popoli del Mare e degli Shardana in particolare, già dai tempi di Amenophis I (1557 - 1530 a.C.) e Amenophis III e di Tuthmosis III (intorno al 1400 a.C.). |
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Scritto da Coral Castle
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Il Megalitismo in Liguria. La Liguria è una regione da sempre crocevia di popolazioni, sia autoctone che nomadi, caratterizzate da una grande venerazione per quella religione naturale espressa poi nel culto per quell’antica divinità protostorica chiamata comunemente Grande Madre. Un attento esame etimologico di molte aree presenti nella regione mette in evidenza lo stretto rapporto tra le diverse località e alcune antiche divinità femminili come Hola, Troza e Padellar. Se così esaminiamo molti toponimi locali ritroviamo una presenza quasi ossessiva del culto matriarcale, a sottolinearne l’estrema venerazione nell’area. La denominazione del monte Maremagna è facilmente riconducibile alla Mater Magna mentre la località Predallara di Arcola1 è strettamente legata al culto della divinità osco-umbra precedentemente menzionata. |
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