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Il VRML o Virtual Reality Modeling Language. Fino alla primavera del 1994, il concetto di "mondo virtuale" in rete era immediatamente associato con quello di MUD, ossia con una interazione esclusivamente testuale e con applicazioni sostanzialmente ricreative. Nel corso degli anni '90, comunque, l'industria degli effetti speciali e della computer graphics aveva sviluppato vari sistemi hardware e software per generare grafica realistica in tre dimensioni. Presso gli stessi sviluppatori che discutevano dell'allora nascente World Wide Web, nacque quindi l'idea di creare un modo per portare la grafica tridimensionale sulla rete. Ciò fu fatto sfruttando i risultati e la collaborazione della Silicon Graphics, azienda leader del settore.
Come detto, a tutt'oggi le prestazioni della rete sono assolutamente insufficienti per la trasmissione di grafica in tempo reale, per cui la soluzione scelta fu quella di creare un linguaggio per "programmare" i mondi, creando una stanza virtuale e indicando quali oggetti porre in essa e in quali posizioni; il compito di calcolare in tempo reale le vedute da mostrare all'utente man mano che egli si muove nella stanza è lasciato al computer dell'utente (ed è bene che esso sia un Pentium...). Nacque così la prima specifica del VRML (Virtual Reality Modeling Language): i mondi VRML sono contenuti in file dall'estensione .WRL, e oltre a contenere oggetti di vario tipo possono contenere anche dei rimandi; anzi, gli oggetti stessi (pensate ad esempio ad una porta) possono costituire un rimando ad un'altra stanza (ossia, ad un altro file .WRL) o ad altri iperoggetti rappresentabili tramite un indirizzo. Per visualizzare i mondi VRML è necessario disporre di un programma cliente specializzato (ad esempio WebSpace della Silicon Graphics) oppure di un plug-in per il proprio browser. Le versioni complete di Netscape Navigator/Communicator includono anche l'estensione per visualizzare questo tipo di dati. In particolare, la versione completa di Netscape Communicator 4 contiene Cosmo Player, il riproduttore per la versione 2.0 (al momento la più recente) del VRML. Al momento si è ancora in una fase relativamente pionieristica, ma è abbastanza probabile che in breve tempo si inneschi per il VRML la crescita esponenziale che il WWW ha avuto durante il 1995 e il 1996. In effetti, l'interfaccia browser-WWW e il concetto di URL, sebbene incomparabilmente più semplici della fase precedente (interfaccia testuale e numerosi programmi diversi per protocolli diversi), sono ancora relativamente complicati per l'utente finale. Se invece ci si potesse muovere in rete semplicemente guidando la propria immagine in un mondo virtuale, l'uso delle reti telematiche potrebbe divenire veramente intuitivo. Questo è l'obiettivo finale del VRML e degli altri sforzi per diffondere la realtà virtuale. Per ottenere altre informazioni sul VRML e poter utilizzare qualche mondo tridimensionale potete visitare ad esempio il sito della Silicon Graphics, http://vrml.sgi.com/. |